Sveglia cattolici!

12 TESI PER UN DIBATTITO PER UNA NUOVA STAGIONE POLITICA

1.INNANZI TUTTO INTENDIAMO RIVENDICARE IL PATRIMONIO STORICO DELL’AZIONE POLITICA DEI CATTOLICI

Dal Manzoni al Gioberti, da Murri a Mario Fani, a Don Sturzo quando con la fondazione del PPI si concluse il risorgimento, come lo stesso Gramsci ci ha ricordato. Senza i cattolici, poi, non ci sarebbe stata Resistenza, non ci sarebbe stata Costituzione, non ci sarebbe stata Repubblica. Non ci sarebbe stata libertà; che e’ cosa ben diversa dal “libertarismo” oggi tanto invocato. Non possiamo permettere che questo patrimonio venga svenduto o accantonato specie di fronte al declino complessivo cui stiamo assistendo. 

2.MA DINANZI AL DEGRADO DELLA POLITICA E ALLA CADUTA DELLA COSCIENZA DELL’UNITA’ DEGLI ITALIANI VOGLIAMO RIVENDICARE IL NOSTRO RUOLO ANCHE  PER IL PRESENTE E PER IL FUTURO

Per cominciare vogliano ricordare :

•Il discorso di Papa Woityla in Parlamento “Un’Italia fiduciosa di se’ e internamente coesa costituisce una grande ricchezza per le altre nazioni d’Europa e del mondo”.

•La definizione che Benedetto XVI da’ della politica “La piu’ nobile azione di carità”, e il suo appello ad “una nuova generazione di cattolici impegnati in politica”.

 

3.PERCHE’ NON CI PIACE QUESTA POL ITICA SENZA POLITICA

•Dove stava la politica durante la vicenda FIAT?

•Non ci piace questa pseudo-politica. Sentiamo il peso dell’assenza dei cattolici e riteniamo che questa sia una delle cause dell’attuale declino del paese.

•Così come nel 1943-1946 a Camaldoli  i cattolici indicarono le linee per il superamento della crisi post-bellica, oggi sentiamo il dovere di dare un contributo programmatico per uscire da questa crisi morale, sociale, economica e politica.

•Intendiamo dare un obiettivo politico alle sollecitazioni del mondo cattolico per un coordinamento di tutti i movimenti sorti spontaneamente. Per un impegno sociale e politico secondo i principi della dottrina sociale cristiana.

 

4.I CATTOLICI “FRAMMENTATI” DIVENTANO IL SUPPORTO DEGLI EQUILIBRI POLITICI  ESISTENTI

•Non basta una forzosa e formale stabilità di governo fondata sul numero dei parlamentari. Intendiamo batt erci per una stabilità diversa, quella politica basata sui progetti relativi ai più importanti problemi della società e condivisi dalla maggioranza del popolo.

•Non ci piace questa politica fondata sul referendum Berlusconi sì, Berlusconi no: con un bipolarismo senza proposte realmente alternative, senza identità etiche, culturali e programmatiche.

•Con un confronto tra gli schieramenti che si risolve sempre in una deteriore spettacolarizzazione con scontri verbali, insulti e offese personali.

•Con la trasformazione della “Repubblica dei partiti” in “Repubblica delle tv”.

• Con un “Terzo Polo” indefinito e poco comprensibile.

 

5.DALLA CRISI ALLA SPERANZA

•Abbiamo piena coscienza della gravità e della complessità di una crisi che non si risolve sostituendo una persona ma che richiede un ben più ampio cambiamento. Che de ve iniziare dalla nostra coscienza per investire le modalità politiche e lo stesso stile di vita.

•Non sarà facile, ma la speranza e’ il valore che ci contraddistingue.

•La rinascita del paese deve partire dalle persone, dalle realtà locali, dai comuni, dalla sussidiarietà, dall’esigenza di recuperare una funzione creativa del quotidiano  in nome di una politica intesa come la più alta azione di carità.

•Il popolarismo, come partecipazione popolare, come protagonismo politico, come personalismo cristiano e come strumento degli interessi popolari e’ la grande speranza per un vero cambiamento.

 

6.IL CONCETTO DI LIBERTA’ E LA QUESTIONE ANTROPOLOGICA

•Il soggettivismo razionalistico che si sta affermando nella c.d. “modernità” porta ad una deriva libertaria che e’ il contrario  del personalismo cristiano.  

•La libertà senza verità e senza responsabilità offende la persona e la sua dignità. Senza una dimensione comunitaria la libertà diventa individualismo, egoismo sociale e geografico.

•Non siamo per una libertà intesa come possibilità di fare tutto ciò di cui si e’ capaci. La intendiamo, al contrario, come strumento per la promozione e la liberazione dell’uomo dal bisogno, dalla paura del futuro, dall’insicurezza, dalla malattia, dalla solitudine, dal regresso, dalle ingiustizie, dall’odio, dalla sopraffazione.

•C’e’ un evidente tentativo laicista e relativista per un disegno di nuovo pseudo – totalitarismo (la dittatura dell’io) che nega la metafisica proprio per mettere la dignità della persona al servizio delle oligarchie finanziarie.  

 

7.IL BIPOLARISMO COME ESPRESSIONE DI DUE CULTURE POLITICHE ALTERNATIVE

•L’attuale bipolarismo non funziona perché non e’ fondato su due culture politiche diverse, alternative e in sana competizione tra di loro. In realtà entrambi gli attuali schieramenti dopo la fine dell’utopia collettivista e la caduta del mito liberista, sono rimasti prigionieri di una cultura permissiva.

•Una cultura che punta ad assecondare gli istinti, le mode, gli impulsi, i desideri (la c.d. “cultura del desiderio”), anziché guidare la gente secondo valori condivisi. E’ la “modernità” intesa come impianto relativista e soggettivistico che rappresenta il perfetto  contrario  dell’impegno  solidale  per  il “bene comune”. La politica diventa sempre di più una questione “antropologica”.

•Siamo delusi da questa seconda repubblica fondata su schieramenti e formule prive di contenuti e di progetti. Che sta affondando nel mito della cresci ta, nell’utopia del mercato e nell’indifferenza rispetto ai grandi rivolgimenti nei paesi del mediterraneo.  

 

8.TOGLIAMO LA MASCHERA A QUESTA FALSA RAPPRESENTAZIONE DELLA POLITICA : SCOMPORRE E RICOMPORRE PER SUPERARE LO “STATU QUO”

•La politica deve puntare al “bene comune” sulla base di un confronto serrato tra culture politiche alternative dove la maggioranza governa nell’interesse di tutta la comunità.

•Ma questo confronto si deve fare su proposte concrete, senza pregiudiziali ideologiche e sulla condivisione di chiari principi etici, morali e costituzionali.

•Intendiamo assumere una posizione diversa da quella di sostanziale accettazione dello “statu quo”. Vogliamo un assetto politico nuovo e plurale che scomponga i vecchi ideologismi.

•Per una ricomposizione dove i cattolici elaborino progetti, nuove visioni e stili di vita. Con una idea chiara dello svil uppo, della giustizia, della democrazia e della partecipazione sulla base di una etica condivisa che laicamente non tolga alla religione la sua valenza umana e sociale.

 

9.NON VOGLIAMO REALIZZARE AGGREGAZIONI  PER NUOVI CARTELLI ELETTORALI. VOGLIAMO PARTECIPARE AD UNO SCHIERAMENTO FONDATO SU DI UN’ETICA CONDIVISA PER ATTUARE LA COSTITUZIONE

•La somma aritmetica di percentuali di voti non fa nascere una nuova  stagione di prospettive, speranze e concrete proposte di ampio respiro fondate sui valori laici del cattolicesimo politico e della Costituzione.

•Siamo convinti che la nostra costituzione non vada cambiata, ma rispettata e attuata, cominciando da una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.

•Gli schieramenti politici debbono tornare a distinguersi sui valori, sugli obiettivi e sulla qualità dei programmi.

•Anche il “centro” non può esse re una semplice sommatoria di percentuali dove si stenta a trovare un collante ideale e programmatico.

•Dove sono le proposte per la famiglia, l’occupazione giovanile, il nuovo modello di sviluppo, la casa. La giustizia, la sicurezza. L’ambiente, ecc, con l’indicazione delle soluzioni ?

 

10.I CATTOLICI HANNO LE RISORSE PER UNA SVOLTA POLITICA FONDATA SU UNA NUOVA IDENTITA’ NAZIONALE LAICA  IN LINEA CON I VALORI CRISTIANI

Non possiamo continuare a fare da supporto agli attuali equilibri politici: i cattolici non possono avere padroni. Non intendiamo rappresentare il blocco conservatore, ne’ essere i custodi  di questo modello di sviluppo.

•Vogliamo mettere in discussione questo sistema produttivo – consumistico che produce ciò che non si consuma e non produce ciò che risponde alle reali esigenze della gente.

•Non accettiamo il laicismo che, sia a destra che a sinistra, tende ad esclu dere i valori naturali e costituzionali del cattolicesimo politico.

•Con una “Nuova Camaldoli” intendiamo formulare un programma ispirato ai principi del popolarismo.

 

11.LA POLITICA BLOCCATA E L’EMERGENZA SOCIALE

•Questa politica e’ una palude da cui ogni tanto si solleva uno schizzo di fango. Non si prendono decisioni, non si costruiscono prospettive e scenari di speranza, non si esce dal palazzo per rinnovare un rapporto con la gente sui suoi problemi.

•Abbiamo fatto delle proposte precise sul debito pubblico, i finanziamenti da abolire e i privilegi da eliminare; su una tassazione più giusta e più rispettosa dei cittadini onesti. Silenzio assoluto salvo un timido dibattito su una ipotesi di imposta patrimoniale.

•Mancano le idee o il coraggio ?  Forse tutti e due. Ma così non si può continuare: ne’ con le pregiudiziali ideologiche, ne’ con gli accorpamenti senza anima.

 

12. ALLE AMMINISTRAZIONI DI MAGGIO DOBBIAMO ESSERCI : MILLE LISTE CIVICHE PER UN NUOVO POLO D’ISPIRAZIONE CRISTIANA. MA CON AUTONOME INIZIATIVE TERRITORIALI

•Dobbiamo presentare liste civiche d’ispirazione cattolica in tutti i comuni dove si voterà per il rinnovo dei consigli comunali. Il nostro posto e’ tra la gente, dentro i problemi delle comunità locali,  sui temi della giustizia sociale e vicino ai più deboli. Per noi il progresso non e’ solo quello materiale ma anche, come ci ricorda l’art. 4 della Costituzione, quello spirituale.

• Dobbiamo esserci con un nuovo polo d’ispirazione cristiana che coinvolga i cattolici in una grande mobilitazione morale, sociale e politica.

•Con iniziative locali fondate su un volontariato capace di mettere insieme tutte le presenze civili, sociali e politiche dei cattolici.

•Senza egoismi, tentativi egemonici e opportunismi. Orgogliosi di far prevalere, sui personalismi e le ambizioni di parte, la continuità storica, ideale e politica con quella che e’ stata la più grande tradizione democratica d’occidente.

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