DUM ROMAE CONSULITUR SAGUNTUM EXPUGNATUR

annibale     Siamo nel 219 a.C. :”Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata” (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1). La frase è l’amaro commento di Tito Livio al comportamento del Senato romano che tergiversò per otto mesi sulla richiesta di aiuto degli ambasciatori di Sagunto per respingere l’assedio di Annibale. La città fù costretta ad arrendersi e Annibale la rase al suolo. Anche noi stiamo perdendo tempo prezioso su problemi di formule, schieramenti, e sopratutto, di leadership: siamo prigionieri di una mentalità legata sia a vecchie ideologie che alle solite ambizioni personali. Mentre il nuovo partito deve essere costituito prima che l’Italia venga definitivamente “espugnata” dai Poteri Finanziari, dalle Oligarchie europee, dalla improvvisazione e superficialità di questa classe dirigente. È urgente che il Partito nasca senza ulteriori incertezze e personalismi con un progetto di governo fondato su precisi valori e programmi; e soprattutto con una nuova classe politica formata da giovani cattolici che intendano giocare questa partita in prima persona.

Publio Fiori

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