NO AL QUORUM PER CONSULTA E CSM. IL PARLAMENTO BOCCIA IL “PATTO DEL NAZARENO”

fumata_nera     L‘interpretazione politica del mancato quorum può essere una sola: il Parlamento non si riconosce nell’accordo Renzi-Berlusconi e alla prima occasione vota in difformità rivendicando quell’autonomia e libertà di comportamento che la Costituzione gli garantisce. Infatti l’Italia non è né una repubblica del premier né del Presidente della Repubblica perché la Carta costituzionale pone il Parlamento al centro dell’Ordinamento repubblicano quale espressione diretta della Sovranità popolare. Quindi è il parlamento che decide, non i partiti o peggio le oligarchie partitocratiche o, peggio ancora, i capi senza alcun intervento delle assemblee e dei gruppi parlamentari. L’art. 67 della Costituzione è chiaro nello stabilire che i parlamentari rappresentano la Nazione e votano senza vincolo di mandato anche (e sopra tutto) nei confronti dei partiti e delle maggioranze. Il comportamento anomalo, pertanto, non è quello dei parlamentari che votano liberamente secondo coscienza (come è giusto specie quando si tratta di scegliere i componenti di organismi importanti come la Consulta e il CSM), ma quello dei partiti e dei loro capi che pretendono di spartirsi le nomine imponendo al Parlamento scelte fatte secondo interessi particolari. Siamo in presenza di un “sovvertimento” di fondamentali principi costituzionali in tema di Ordinamento della Repubblica! È in sostanza partita una operazione volta a sostituire alla volontà del Parlamento la volontà delle oligarchie partitocratiche. Francamente sorprende che il Presidente della Repubblica, Garante della Costituzione, non intervenga in difesa delle prerogative del Parlamento e contro accordi presi al di fuori delle regole costituzionali. Dunque siamo allo scontro Parlamento-Governo-Partiti che apre la strada ad elezioni anticipate.

Publio Fiori

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