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Direzione Nazionale

GOVERNO: FIORI (RP),CASINI E MONTEZEMOLO? ASTUZIE E ZERO PROPOSTE

(AGI) – Roma, 3 ott. – Si rivolge a Casini e Montezemolo chiamandoli “amici”, termine che e’ certo molto familiare a un altro ex DC come il leader centrista. Publio Fiori, una vita nella Balena bianca, ora promotore di Rinascita Popolare dopo l’addio al Parlamento nel 2005, a chiusura di una militanza in AN cominciata con la svolta di Fiuggi del ’95, non lesina pero’ le bacchettate al leader Udc e al presidente di Italia Futura quanto al loro impegno nella politica di oggi. “Anche il mio amico Montezemolo, pur confermando l’esigenza di un profondo rinnovamento politico che non puo’ limitarsi, il riferimento esplicito e’ all’Udc, a cambiare la cornice del simbolo, nulla dice sui contenuti del suo impegno politico, limitandosi a ripetere che bisogna costruire una grande forza popolare, riformatrice e autenticamente liberale. Insomma, ancora parole. Sempre le stesse”, dice Fiori. “Casini e Montezemolo – aggiunge – finiranno per mettersi insieme perche’ rappresentano perfettamente l’attuale fase politica, fatta

di immagine, formule, enunciazioni astratte, astuzie tattiche nella totale assenza di identita’, contenuti e proposte concrete”. “Il fallimento di liberismo e capitalismo, come testimoniato dall’attuale e interminabile crisi, ci impone scelte nuove e diverse che – auspica Fiori – riportino in primo piano i principi di solidarieta’, sussidiarieta’, giustizia sociale, tutela della persona e della sua dignita’, di difesa dell’ambiente per il recupero del ‘bene comune’ come obiettivo centrale della politica. Ma di tutto questo – rimarca – non c’e’ traccia negli interventi di questi amici”. (AGI)

RINASCITA POPOLARE: Statuto Federale

rnRINASCITA POPOLARE

Statuto Federale

 

TITOLO I

 

CAPO I

I SOCI

 

Art. 1 – Requisiti

Sono soci delle RINASCITA POPOLARE i cittadini italiani che, aderendo liberamente ai suoi ideali ed alla sua azione politica, ne facciano domanda ed abbiano compiuto i 16 anni di età. 

 

Art. 2 – Diritti dei soci

I soci hanno il diritto di partecipare all’attività del Partito, di contribuire alla determinazione della linea politica e di concorrere all’elezione degli organi statutari. I soci possono accedere alle cariche del Partito ed essere candidati alle elezioni politiche ed amministrative, in base alle norme del presente Statuto e dei regolamenti.

 

I soci possono esercitare l’elettorato attivo dopo due mesi dalla loro iscrizione. I soci che abbiano maturato un’anzianità di iscrizione di almeno quattro mesi possono assumere cariche sociali.

 

Art. 3 – Doveri dei soci

Ogni socio è tenuto all’osservanza dello Statuto, dei regolamenti e dei deliberati degli organi statutari e deve concorrere alla loro attuazione ed a quella del programma e della linea politica di RINASCITA POPOLARE.  In particolare è tenuto a:

a) partecipare attivamente alla vita del Partito, assolvendo i compiti affidatigli;

b) svolgere una costante azione di presenza politica negli ambienti nei quali vive e opera;

c) garantire l’unità operativa del Partito ed astenersi da ogni azione e da ogni atteggiamento che possa essere di danno al RINASCITA POPOLARE;

d) tenere nei confronti degli altri soci un comportamento improntato al massimo rispetto della dignità e della personalità di ciascuno;

e) rispettare le norme di convivenza democratica ed i diritti delle minoranze;

f) tenere un’irreprensibile condotta morale e politica; concorrere, secondo

g) le proprie possibilità a sostenere economicamente il Partito. 

 

 

CAPO II

AMBITO FEDERATIVO.

ENTI COLLETTIVI ADERENTI.

Art. 4 – Requisiti

Si possono associare a RINASCITA POPOLARE gli Enti Collettivi[1] (costituiti a norma di legge) che, aderendo liberamente ai suoi ideali ed alla sua azione politica, ne facciano domanda allegando copia del verbale dell’organo direttivo con la relativa delibera di adesione.

 

 

Art. 5 – Diritti degli Enti Collettivi aderenti

Gli organi Collettivi aderenti, attraverso i loro legali rappresentati, hanno il diritto di partecipare all’attività del Partito, di contribuire alla determinazione della linea politica e di concorrere all’elezione degli organi statutari.

Gli Enti medesimi, hanno diritto di partecipare al Comitato degli Enti Collettivi Aderenti.

 

Tali Comitati verranno costituiti anche a livello locale in ambito. All’uopo ogni legale rappresentante facente parte del Comitato degli Enti Collettivi Aderenti nazionale nominerà un loro rappresentante a livello regionale.

 

Possono aderire  al Comitato degli Enti Collettivi Aderenti di pertinenza locale Enti Collettivi che non  abbiano una rappresentanza nazionale e quindi sprovviste di sedi periferiche.

 

Il Presidente del Comitato degli Enti Collettivi Aderenti nazionale fa parte di diritto della Direzione Nazionale.

 

Art. 6 – Doveri degli Enti Collettivi Aderenti

Sono tenuti all’osservanza dello Statuto, dei regolamenti e dei deliberati degli organi statutari e devono concorrere alla loro attuazione ed a quella del programma e della linea politica della RINASCITA POPOLARE.

 

In particolare sono tenuti a:

a) partecipare attivamente alla vita del Partito, assolvendo i compiti affidati;

b) garantire l’unità operativa del Partito ed astenersi da ogni azione e da ogni atteggiamento che possa essere di danno a RINASCITA POPOLARE;

c) rispettare le norme di convivenza democratica ed i diritti delle minoranze;

d) mantenere un’irreprensibile condotta morale e politica; concorrere, secondo le proprie possibilità a sostenere economicamente il Partito.

 

Art. 7 – Iscrizioni degli Enti Collettivi Aderenti

Il tesseramento è aperto dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Le operazioni relative al rinnovo delle iscrizioni si svolgono dal 1° gennaio al 30 aprile di ogni anno. All’Ente Collettivo Aderente spetta di diritto il rinnovo dell’iscrizione.

 

La Direzione Nazionale del Partito, fissa ogni annol’importo del versamento tenendo conto sia della dimensione dell’Ente Collettivo Aderente che della sua funzione socio-economica.

 

I singoli Soci degli Enti Collettivi aderenti  possono iscriversi al partito

 

Art. 8 – Comitato degli Enti Collettivi Aderenti

Gli Enti Collettivi Aderenti per mezzo dei propri legali rappresentanti, si riuniscono in un Comitato in via ordinaria con cadenza semestrale.

 

Il comitato elegge alla prima riunione ordinaria un presidente, un vicepresidente e un segretario che restano in carica per due anni

 

Il comitato ha funzione di indirizzo e stimolo dell’attività del Partito attraverso le sue delibere di cui la Direzione Nazionale tiene conto in via consultiva.

 

Qualora il Segretario Nazionale ne faccia esplicita richiesta il Comitato si riunisce in via straordinaria, per deliberare su temi di particolare urgenza.

 

TITOLO II

 L’ISCRIZIONE AL PARTITO

 

CAPO I

Il tesseramento dei Soci.

 

Art. 9 – Norme per il tesseramento)

Il tesseramento è aperto dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno per i nuovi soci. Le operazioni relative al rinnovo delle iscrizioni si svolgono dal 1° gennaio al 30 aprile di ogni anno. Al socio spetta di diritto il rinnovo dell’iscrizione.

 

La Direzione Nazionale del Partito emana le norme per l’attuazione del tesseramento, fissa l’importo della tessera e delle quote differenziate obbligatorie annuali. Eventuali modifiche devono essere deliberate entro il 30 novembre di ciascun anno.

 

L’importo della tessera è integrato da un contributo per l’attività, annuo, libero, ma orientativamente graduato secondo livelli suggeriti di anno in anno dalla stessa Direzione nazionale.

 

Il contributo per l’attività sarà versato direttamente e interamente alla Sezione di appartenenza o alla Direzione Provinciale o Regionale.

 

Art. 10 – Modalità per la presentazione della domanda

La domanda di iscrizione, sottoscritta dall’aspirante socio, è presentata personalmente alla competente Sezione territoriale con il contestuale versamento della quota di iscrizione.

 

La domanda può altresì essere presentata, sempre di persona, al Comitato Comunale ovvero in occasione di manifestazioni di Partito di particolare rilievo nel corso delle quali gli organi di Partito promuovano campagne di tesseramento.

 

Copia della domanda, sottoscritta dall’aspirante socio, e controfirmato l’originale dal ricevente, deve essere tassativamente e contestualmente inviata per raccomandata o via e-mail, alla Direzione Nazionale e al segretario della commissione provinciale per il controllo del tesseramento, il quale provvede a registrarla.

 

Nella domanda di adesione l’aspirante socio deve indicare la Sezione territoriale o d’ambiente alla quale intende iscriversi.

 

Art. 11 – Iscrizione e residenza

E’ territorialmente competente la Sezione nel cui territorio il cittadino ha la residenza anagrafica. Si può derogare alla norma di cui al precedente comma per gli emigrati all’estero, i Parlamentari, i consiglieri regionali, provinciali e comunali, secondo modalità determinate da apposito regolamento. Il cambiamento di residenza anagrafica comporta il trasferimento d’ufficio del socio in una Sezione territoriale alla Sezione di nuova competenza.

 

Art. 12 – Effetti della domanda di ammissione

La Direzione sezionale, non oltre 30 giorni dal ricevimento della domanda dell’aspirante socio, deve riunirsi per prenderne atto; può opporsi all’iscrizione producendo ricorso alla commissione provinciale per il controllo del tesseramento.

 

La decisione del ricorso deve essere adottata a maggioranza dei suoi componenti e annotata, a cura del Segretario di Sezione, nell’albo sezionale e notificata all’interessato personalmente o a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, non oltre sette giorni dall’adozione.

 

Nello stesso termine, il Segretario della commissione provinciale per il controllo del tesseramento, nominato dal segretario provinciale e avente funzione di rappresentante della Direzione nazionale e delegato a funzioni di controllo del tesseramento, invia il verbale del ricorso al Comitato nazionale dei Garanti e, in caso di mancata presa d’atto della domanda d’iscrizione da parte della commissione provinciale per il controllo del tesseramento, provvede a inviare copi del verbale di accettazione o meno della domanda d’iscrizione.

 

Fino alla decisione della commissione l’efficacia dell’iscrizione è sospesa. Nell’ipotesi di cui al precedente comma, qualora la commissione provinciale non decida entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, l’iscrizione del nuovo socio s’intende operante e la Direzione nazionale provvede direttamente all’invio della tessera al socio. 

 

Art. 13 – Cause ostative all’iscrizione al Partito

Non possono essere iscritti al Partito coloro che non abbiano ineccepibile condotta morale e politica o aderiscano ad associazioni o movimenti aventi finalità politiche o ideali contrastanti con quelle del Partito. Sono esclusi dal Partito coloro i quali appartengano ad associazioni massoniche. Nei casi dubbi spetta alla Direzione nazionale la decisione sulle compatibilità dell’appartenenza alle singole associazioni o movimenti. 

 

Art. 14 – Pubblicità dell’elenco degli iscritti e degli elettori

Ogni socio ha diritto di consultare l’elenco degli iscritti e degli elettori della propria Sezione. Ogni dirigente o componente di organi collegiali del Partito ha diritto di consultare e fare copia dell’elenco degli iscritti e degli elettori delle sezioni rientranti nella competenza territoriale dell’organo del quale egli fa parte.

 

In ogni Sezione deve essere affisso l’albo degli aspiranti soci e degli elettori, a cura del Segretario, che provvede ad aggiornarlo nel termine di sette giorni dalla ricezione delle domande e delle adesioni.

 

CAPO II

Le commissioni per il controllo del tesseramento

 

Art. 15 – Commissioni provinciali per il controllo del tesseramento: costituzione e competenze

E’ costituita presso ogni Comitato provinciale la Commissione per il controllo del tesseramento eletta a scrutinio segreto dal Comitato nella sua prima seduta.

 

L’elezione della commissione deve avvenire entro 30 giorni dall’elezione degli organi provinciali.

 

Ove non si provveda, la commissione è nominata dal Comitato Nazionale dei Garanti .

 

La commissione è composta da 3 componenti effettivi e 2 supplenti, fra persone  che non ricoprano incarichi esecutivi di Partito e non siano componenti di assemblee elettive nazionali, regionali, provinciali e dei comuni capoluogo.

 

Le liste dei candidati devono contenere un numero di nominativi pari almeno al doppio dei componenti da eleggere.

 

Il Presidente della commissione viene eletto tra i componenti effettivi a maggioranza assoluta dei componenti l’organo. I membri effettivi, in caso di assenza alle singole sedute, sono sostituiti da un pari numero di componenti supplenti, secondo la graduatoria di elezione.

 

La commissione è competente a:

a) provvedere agli adempimenti conseguenti a quanto previsto dal penultimo comma dell’ Art. 9;

b) decidere i ricorsi;

c) promuovere ispezioni alle selezioni sullo svolgimento del tesseramento;

d) nominare i commissari al tesseramento; la nomina è obbligatoria quando si verifichino casi nei quali è stata impedita volontariamente all’aspirante socio la presentazione della domanda e quando siano stati riscontrati gravi atti di irregolarità;

e) verificare le liste degli aventi diritto al voto nelle elezioni sezionali, predisposte dagli uffici del Partito, decidendo sui ricorsi in merito ai soci, agli aspiranti soci e agli elettori;

f) formulare proposte al Comitato provinciale in ordine allo stato e all’andamento del tesseramento.

 

La commissione delibera a maggioranza semplice. In caso di parità prevale il voto del Presidente.

 

Per la validità delle decisioni è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti. Non possono far parte della commissione il Segretario provinciale e il dirigente organizzativo provinciale.

 

Il segretario provinciale, nomina un segretario della commissione il quale svolge funzioni di controllo del tesseramento in rappresentanza del Comitato Nazionale dei Garanti che riceve il verbale di nomina.

 

Lo stesso informa la commissione sull’andamento del tesseramento nelle varie sezioni sottoponendo l’elenco delle domande ricevute e registrate.

                                                    

CAPO III

 

COMITATO NAZIONALE DEI GARANTI

 

Art. 16

(Comitato nazionale dei garanti: costituzione e competenze)

E’ costituito il Comitato Nazionale dei Garanti eletto dal Consiglio Nazionale alla sua prima seduta.

 

È formato da 8 membri che non ricoprano incarichi esecutivi di Partito a livello provinciale o superiore e non siano componenti di assemblee elettive politiche nazionali, regionali, provinciali e dei comuni capoluogo.

 

Il Comitato Nazionale dei Garanti  è l’organo che ha funzioni di sorveglianza nella vita sociale, economica e politica del partito al fine di prevenire ogni ipotesi di responsabilità per atti illeciti anche in sede territoriale (provinciale); esso opera in stretto contatto con le commissioni di controllo del tesseramento e di garanzie statutarie.

 

Il Comitato ha anche funzioni di organo disciplinare: 3 dei suoi membri costituiscono il Collegio dei Probiviri  :questi vengono  eletti dalla Direzione Nazionale.

 

La lista dei candidati formata dal Consiglio Nazionale deve contenere un numero di nominativi pari almeno al doppio dei componenti da eleggere; le candidature per la formazione della lista debbono essere sottoscritte da almeno quattro consiglieri nazionali.

 

Ciascun consigliere nazionale può votare per un candidato. Risultano eletti come effettivi gli 8 candidati che ottengono il numero maggiore di voti e come supplenti 3 che li seguono in graduatoria. I componenti effettivi, in caso di assenza alle singole sedute, sono sostituiti da un numero pari di membri supplenti, secondo la graduatoria di elezione.

 

Il Presidente della commissione è eletto a maggioranza assoluta dei componenti, tra i membri effettivi.

 

La Direzione Nazionale nomina tra gli 8 membri eletti 3 membri del Collegio dei Probiviri per espletare la funzione di organo disciplinare.

 

I componenti del  Comitato Nazionale dei Garanti vengono eletti tra magistrati delle corti superiori a riposo e personalità di chiara fama del mondo accademico, sociale, economico e politico che siano iscritte e che non ricoprano incarichi di Partito.

 

La metà dei candidati dovrà essere scelta fra docenti e cultori di discipline giuridiche che abbiano una adeguata conoscenza della vita e della struttura del Partito, ex Parlamentari, ex consiglieri regionali ed ex sindaci di città capoluogo che abbiano una adeguata competenza giuridica;

 

Al Comitato dei garanti e alla sua rete organizzativa di sorveglianza ai fini della esplicazione delle funzioni statutarie sono assicurate autonomia e indipendenza;

 

IL Comitato dei garanti prende in esame gli atti e i comportamenti degli iscritti che ledano il prestigio del partito. La commissione procede d’ufficio e, sentito l’interessato, decide la linea di comportamento del partito ed esamina tutte le problematiche del tesseramento del partito;

 

In caso di esclusione di ogni addebito, la commissione decide i modi e le forme della tutela dell’onorabilità dell’interessato e del partito. In caso contrario può deferire gli iscritti al Collegio dei probiviri  e propone alla Direzione nazionale i provvedimenti cautelativi immediati.;

 

I vertici apicali, i componenti degli organismi regionali, provinciali e comunali del partito e ogni iscritto e l’aderente non iscritto, nonché per tutti coloro per i quali operano le condizioni ostative del codice etico, sono tenuti a rendere dichiarazioni e rispondere agli atti di accertamento del Comitato dei Garanti, fornire documentazione, aggiornare quella esistente;

 

Gli iscritti al partito che assumono l’incarico di Parlamentare, Consigliere regionale, Presidente di Amministrazione provinciale, Sindaco di comune capoluogo, Presidente di enti di livello almeno provinciale e di istituti di credito o Consiglieri di aziende statali o a partecipazione statale. dovranno presentare, una dettagliata relazione sulla consistenza patrimoniale;

 

La relazione dovrà essere aggiornata a cura degli interessati. Il Comitato può convocare gli interessati per ogni chiarimento che si rendesse necessario in relazione agli inadempimenti

 

Il Comitato è competente a:

 

a) controllare la regolarità delle operazioni di tesseramento ufficiali centrali e del controllo delle garanzie statutarie;

b) decidere i ricorsi avverso le deliberazioni delle commissioni provinciali per il controllo del tesseramento e delle garanzie statutarie.

c) promuovere ispezioni ai comitati provinciali sullo svolgimento del tesseramento e nominare, con provvedimento motivato, i commissari al tesseramento. La nomina del commissario è obbligatoria qualora la commissione provinciale per il controllo del tesseramento non adempia ai propri compiti istituzionali. Le stesse ispezioni valgono anche per il controllo delle garanzie statutarie;

d) nominare la commissione provinciale per il controllo del tesseramento e delle garanzie statutarie, nel caso che non vi abbia provveduto il Comitato provinciale

e) deferire al Collegio Centrale dei Probiviri i colpevoli di violazioni dolose in materia di tesseramento che si concretino in gravi atti di indisciplina, nonché gli eventuali illeciti sulle garanzie statutarie.

f) formulare proposte alla Direzione nazionale in ordine allo stato e all’andamento del tesseramento.

 

CAPO IV

Ricorsi relativi al tesseramento- Disposizioni comuni

alle commissioni per il controllo del tesseramento

 

Art. 17 – Ricorsi alla commissione provinciale per il controllo del tesseramento

Ogni socio nell’ambito della propria provincia può ricorrere avverso l’iscrizione di un nuovo socio alla Commissione per il controllo del tesseramento. Il ricorso deve essere presentato personalmente o inviato a mezzo di raccomandata non oltre trenta giorni dall’avvenuta pubblicazione nell’albo sezionale o dell’avvenuta registrazione prevista del nominativo dell’aspirante socio.

 

La commissione provinciale per il controllo del tesseramento decide non oltre 30 giorni dalla data di ricevimento del ricorso. Qualora la commissione provinciale non decida entro il termine di cui al precedente comma, il segretario della commissione deve trasmettere entro sette giorni il ricorso alla commissione centrale per il controllo del tesseramento che ne assume la competenza informandone il ricorrente. Ove il segretario della commissione non provveda il ricorrente può inviare direttamente copia del ricorso al Comitato Nazionale dei Garanti.. 

 

Art. 18 – Ricorsi alla commissione centrale per il controllo del tesseramento

Avverso la decisione della commissione provinciale adottata, è ammesso ricorso da parte del ricorrente da presentarsi alla commissione centrale per il controllo del tesseramento non oltre dieci giorni dalla notifica.

 

Il Comitato Nazionale dei Garanti decide in via definitiva non oltre 30 giorni dalla data di ricevimento del ricorso. Analogo termine è concesso al Comitato Nazionale dei Garanti in mancanza di decisione sui ricorsi alla commissione provinciale,

 

Qualora la commissione centrale non decida nel termine prescritto, l’iscrizione del nuovo socio è operante.

 

Art. 19 – Procedure eccezionali in materia di tesseramento

Il Segretario Politico, in casi di particolare gravità, può proporre alla Direzione Nazionale del Partito di adottare decisioni sull’efficacia delle iscrizioni avvenute nell’ultimo anno se, nei termini fissati, la Sezione o altro socio non hanno proposto ricorso avverso la nuova iscrizione.

 

La Direzione nazionale può inoltre adottare speciali procedure in materia di tesseramento allorché le relative operazioni abbiano dato luogo a situazioni che giustifichino l’eccezionalità dell’intervento.

 

Art. 20 – Esame dei ricorsi – Ricusazione – Disposizioni relative alle notifiche

Per l’esame dei ricorsi, la partecipazione dei singoli componenti della commissione alle decisioni e la ricusazione dei membri stessi si applichino le norme di cui allo statuto.

 

Le decisioni delle commissioni provinciale del tesseramento e del Comitato Nazionale dei Garanti vanno notificate d’ufficio agli interessati personalmente o a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, entro il termine di dieci giorni dalle decisioni.

 

Il segretario della commissione provvede alla notifica delle decisioni alla sezione che ha raccolto la domanda di iscrizione. Il segretario della commissione provinciale provvede d’ufficio ad informare gli interessati del passaggio del ricorso alla competenza dell’organo superiore

 

TITOLO III

GLI ORGANI

 

CAPO I

Organizzazione 

 

Art. 21  – La struttura organizzativa

La struttura organizzativa del partito prevede i seguenti organi comuni nei tre livelli comunali, provinciali e regionali::

a) il Segretario comunale, provinciale e regionale

b) il Comitato comunale, provinciale e regionale

c) la Direzione comunale, provinciale e regionale. 

d) il Comitato degli Enti Collettivi aderenti del Comune capoluogo di provincia 

Agli organi provinciali e regionali vanno aggiunti i rispettivi Congressi

 

Sezione I

Organo comunale

 

Art. 22 – Costituzione, composizione ed elezione del Comitato comunale

Il comitato comunale viene costituito nei comuni dove operano più sezioni; esso è formato dal Segretario comunale , dai componenti eletti direttamente da tutti i soci, dal presidente eletto degli enti collettivi aderenti del Comune Capoluogo e dagli elettori  residenti nel comune. che riconoscono  la linea politica popolare e cristiana del partito.

 

Fanno parte, inoltre, del Comitato comunale con voto consultivo:

a) i consiglieri nazionali, se iscritti del comune, i responsabili delle sezioni presenti nel comune;

b) i Parlamentari europei e nazionali, i consiglieri regionali e comunali, se iscritti nel comune. Il Comitato comunale può indicare, con voto dei propri componenti eletti limitato ad una preferenza, da due a cinque personalità, iscritte al partito, in rappresentanza degli ambienti sociali, culturali, economici e delle associazioni di ispirazione cristiana. 

 

Art. 23 – Competenze del Segretario comunale

Il Segretario comunale ha la rappresentanza politica del Partito nel comune. Egli promuove, indirizza e coordina l’attività delle sezioni e degli organi del Partito nel comune, sulla base delle deliberazioni dei competenti organi statutari.

In particolare:

a) convoca e presiede il Comitato e la Direzione ed è responsabile dell’esecuzione dei loro deliberati;

b) nomina, sentita la Direzione, uno o più vice segretari e i responsabili dei settori scegliendoli anche al di fuori del Comitato;

c) promuove, d’intesa con i segretari di Sezione assemblee sezionali per la trattazione di temi politici e amministrativi e concorda ogni altra iniziativa riguardante la formazione dei soci;

d) cura i rapporti con il gruppo consiliare comunale e promuove riunioni congiunte di questi con il Comitato e con le direzioni comunali per la trattazione di questioni di comune interesse;

e) convoca almeno due volte l’anno l’assemblea dei quadri dirigenti politici e amministrativi del comune;

f) cura i rapporti con gli organismi politici, sociali ed economici del comune. 

 

Art. 24 – Competenze del Comitato comunale

Il Comitato comunale svolge azione di sintesi politica e di indirizzo delle attività dei gruppi consiliari comunali ed attua nel comune la linea politica ed amministrativa del Partito.

 

Il Comitato comunale elegge, tra i propri componenti aventi solo voto deliberativo, a maggioranza assoluta dei votanti, il Segretario amministrativo e, con sistema proporzionale, la Direzione formata da un numero di componenti non inferiore a quattro e non superiore ad un terzo dei componenti aventi voto deliberativo.

 

Il Comitato comunale inoltre:

a) approva le relazioni annuali del Segretario comunale e del Segretario amministrativo, il rendiconto finanziario dei revisori dei conti, le linee programmatiche per l’attività del Partito nel comune ed il preventivo di spesa del Comitato;

b) delibera sulle questioni politiche ed amministrative che ad esso vengono sottoposte dalla Direzione comunale e dagli organi provinciali del Partito;

c) indica l’orientamento del Partito e indirizza l’attività dei gruppi e dei rappresentanti RINASCITA POPOLARE (RP) negli enti pubblici a carattere comunale;

d) delibera sui programmi dell’amministrazione comunale, sulla base dell’indirizzo politico generale del Partito; 

e) formula proposte al Comitato provinciale sul programma e sugli orientamenti per le elezioni amministrative provinciali e per le elezioni regionali;

f) formula proposte ai comitati istituzionali locali ed al Comitato regionale per le materie di loro competenza che interessano il comune;

g) nomina i revisori dei conti;

h) predispone la lista e le candidature al Consiglio comunale;

i) approva il programma per le elezioni comunali. Il Comitato comunale è convocato in sessione ordinaria ogni due mesi.

 

Art. 25 – Composizione e competenze della Direzione comunale

La Direzione comunale è formata dal Segretario comunale, dai componenti eletti, dal Segretario amministrativo e dal Presidente degli Enti Collettivi aderenti del comune capoluogo di provincia.

Fanno parte inoltre della Direzione, con voto consultivo, il Segretario provinciale, il Sindaco e il  capo-gruppo consiliare comunale.

 

La Direzione comunale:

a) approva su proposta del segretario e sulla base degli indirizzi programmatici deliberati dal Comitato, i programmi di attività del Partito nel comune, nel rispetto dei deliberati congressuali e degli indirizzi della Direzione nazionale e degli altri organi del Partito;

b) istituisce, su proposta del Segretario, commissioni di settore in relazione a concrete esigenze di presenza politica ed amministrativa del Partito nel comune, in modo da accrescere la capacità di proposta del Partito e stabilire più intense forme di rapporto con i livelli corrispondenti della società civile;

c) delibera la costituzione, divisione, fusione, soppressione e l’ampliamento delle sezioni nell’ambito del comune, da sottoporre a ratifica del Comitato provinciale;

d) delibera sulle questioni ad esso sottoposte dagli organi superiori e dai responsabile delle sezioni;

e) indirizza l’azione dei consiglieri comunali;

f) verifica l’attuazione da parte dei gruppi e dei rappresentanti Rinascita Popolare (RP) negli enti pubblici a carattere comunale degli indirizzi programmatici fissati dal Comitato comunale.

 

 

 

 Art. 26 – Comitati comunali dei centri con oltre 100.000 e 300.000 abitanti

I comitati comunali dei centri urbani con popolazione superiore a 100.000 abitanti, oltre ai compiti di cui all’Art. 24:

a) deliberano o procedono a ratifica delle deliberazioni relative alla costituzione, divisione, fusione, soppressione ed ampliamento delle sezioni;

b) procedono, per gravi e documentate ragioni, allo scioglimento di organi sezionali ed alla nomina di commissari;

c) istituiscono gli uffici di segreteria degli eletti, a disposizione dei consiglieri comunali e circoscrizionali al fine di assicurare il costante collegamento tra gli eletti, gli organi periferici, i soci del Partito e gli elettori. Contro le deliberazioni di cui alle lettere a) e b) e contro la negata costituzione di sezioni è ammesso ricorso alla commissione centrale per le garanzie statutarie di prima istanza.

 

I comitati comunali dei centri urbani con popolazione superiore a 300.000 abitanti hanno, in materia di tesseramento, le stesse competenze dei comitati provinciali e devono costituire la commissione comunale per il controllo del tesseramento secondo le norme di cui allo statuto..

 

Art. 27 – Iniziative per le aree metropolitane

La Direzione nazionale, d’intesa con i comitati regionali interessati stabilisce le aree metropolitane nelle quali adottare modelli organizzativi idonei ad attivare forme di coordinamento tra i comitati comunali gravitanti nella medesima area metropolitana. Il coordinamento sarà promosso dagli organi regionali.

 

La Direzione nazionale, d’intesa con i comitati regionali e provinciali interessati, definisce gli indirizzi politico-programmatici per lo sviluppo della presenza e dell’iniziativa del Partito nei grandi centri urbani.

 

Sezione II

Organo provinciale

Art. 28  - Organo provinciale – Il Congresso provinciale: composizione, competenze, periodicità

Il Congresso provinciale è l’assemblea dei delegati eletti. I delegati eletti da tutti i soci nelle sezioni della provincia ,dai consiglieri provinciali e comunali e dal Presidente  eletto degli Enti Collettivi Aderenti del Comune capoluogo

 

Al Congresso provinciale partecipano, con solo diritto di parola, i componenti del Comitato provinciale e gli esponenti di associazioni e formazioni sociali i quali si ispirino ai principi ideali della RINASCITA POPOLARE.

 

Il Congresso è ordinario e straordinario.

Il Congresso provinciale ordinario, autorizzato dal Consiglio nazionale, si riunisce ogni due anni:

a) per discutere le relazioni del Comitato provinciale ed i temi del Congresso;

b) per proporre i programmi e deliberare gli indirizzi generali della politica provinciale del Partito in armonia con l’indirizzo politico determinato dal Congresso nazionale;

c) per eleggere il Segretario e il Comitato provinciale;

d) per eleggere i due terzi dei componenti la commissione elettorale provinciale.

 

Il Congresso provinciale straordinario si riunisce, con specifico ordine del giorno, per delibera della Direzione nazionale la quale deve decidere sulla convocazione quando ne faccia richiesta un numero di assemblee sezionali che rappresentino almeno un terzo dei voti conseguiti dal Partito nella provincia, oppure quando la richiesta medesima provenga dal Comitato provinciale e sia stata deliberata la maggioranza dei suoi componenti.

Art. 29 – Competenze del Segretario provinciale

Il Segretario provinciale ha la rappresentanza politica del Partito nella provincia. Egli promuove e indirizza l’attività degli organi del Partito ed impartisce le direttive sull’attività e sull’organizzazione nella provincia sulla base delle deliberazioni dei componenti statutari.

In particolare:

a) convoca e presiede il Comitato, la Direzione e la Giunta esecutiva ed è responsabile dell’esecuzione dei loro deliberati;

b) nomina, sentita la Direzione, uno o più vice segretari e i dirigenti dei vari uffici, scegliendoli anche al di fuori del Comitato;

c) cura i rapporti con la società civile e con gli organismi politici, sociali ed economici provinciali; d) presiede le commissioni provinciali per i problemi della cultura, della produzione e del lavoro ed il comitato provinciale d’informazione sindacale

Art. 30 –  Composizione del Comitato provinciale

Il Comitato provinciale è formato dal Segretario provinciale, dai componenti eletti dal Congresso provinciale e dal Presidente eletto del Comitato degli Enti Collettivi del capoluogo di provincia.

Fanno parte, inoltre, del Comitato provinciale con voto consultivo:

a) i consiglieri nazionali del Partito iscritti in una Sezione della provincia;

b) i componenti della Giunta esecutiva;

c) il Segretario comunale del capoluogo;

d) i Senatori eletti nella provincia, i Deputati eletti nella Circoscrizione, i Parlamentari europei e gli ex Parlamentari nazionali iscritti in una Sezione della Provincia;

e) i consiglieri regionali eletti nella provincia;

f) il Sindaco del capoluogo.

 

Il Comitato provinciale può indicare, con voto dei propri componenti eletti limitato ad una preferenza, da due a cinque personalità, iscritte al Partito, da chiamare a partecipare con voto consultivo ai propri lavori, in rappresentanza degli ambienti sociali, culturali, economici, e delle associazioni di ispirazione cristiana. 

 

Art. 31-Competenze del Comitato provinciale

Il Comitato provinciale attua nella provincia la linea politica del Partito. Il Comitato provinciale elegge, tra i propri componenti aventi voto deliberativo, a maggioranza assoluta dei votanti, il Segretario amministrativo e, con sistema proporzionale, la Direzione formata da un numero di componenti non inferiore a otto e non superiore ad 1/4 dei componenti aventi voto deliberativo.

 

Il Comitato provinciale, inoltre:

a) approva le relazioni annuali del Segretario provinciale e del Segretario amministrativo, il rendiconto dei revisori dei conti, le linee programmatiche per l’attività del Partito nella provincia, nel rispetto dei deliberati congressuali e degli indirizzi della Direzione nazionale e il preventivo di spesa del Comitato;

b) indica l’orientamento del Partito e indirizza l’attività dei gruppi consiliari e dei rappresentanti Rinascita Popolare (RP) negli enti pubblici provinciali;

c) formula proposte agli organi regionali e nazionali;

d) approva il programma per le elezioni provinciali;

e) formula proposte al Comitato regionale sul programma e gli orientamenti per le elezioni regionali;

f) ratifica le deliberazioni relative alla costituzione, divisione, fusione, soppressione ed ampliamento delle sezioni;

g) procede per gravi e documentate ragioni allo scioglimento di organi locali e alla nomina di commissari;

h) nomina i revisori dei conti di cui all’Art. 128;

i) approva la lista e le candidature al Consiglio provinciale;

j) approva la lista e le candidature ai consigli comunali;

k) predispone la lista e le candidature al Consiglio regionale;

l) propone le candidature al Parlamento;

Il Comitato provinciale è convocato in sessione ordinaria almeno ogni due mesi. 

 

Art. 32  - Composizione e competenze della Direzione provinciale

La Direzione provinciale è formata dal Segretario provinciale, dai componenti eletti dal Comitato provinciale , dal Segretario amministrativo e dal Presidente del Comitato degli enti collettivi aderenti.

 

Fanno parte inoltre della Direzione, con voto consultivo, i consiglieri nazionali iscritti ad una sezione della provincia, il Segretario comunale del capoluogo, i Parlamentari europei e nazionali iscritti in una sezione della provincia e i consiglieri regionali della provincia.

 

La Direzione provinciale:

a) approva, su proposta del Segretario e sulla base degli indirizzi del Comitato provinciale, il programma di attività del Partito nella provincia, nel rispetto dei deliberati congressuali e degli indirizzi della Direzione nazionale e degli altri organi del Partito;

b) istituisce, su proposta del Segretario, commissioni di settore in relazione a concrete esigenze di presenza politica e amministrativa del Partito nella provincia, in modo da accrescere la capacità di proposta del partito e stabilire più intense forme di rapporto con i livelli corrispondenti della società civile organizzata;

c) verifica l’attuazione, da parte dei gruppi e dei rappresentanti Rinascita Popolare (RP) negli enti pubblici provinciali o intercomunali, degli indirizzi programmatici fissati dal Comitato provinciale; d) formula proposte per la formazione e l’aggiornamento politico;

e) ordina inchieste ed ispezioni;

f) predispone la lista e le candidature al Consiglio provinciale;

g) istituisce gli uffici di segreteria degli eletti a disposizione dei Parlamentari europei, dei Senatori della provincia, dei Deputati della circoscrizione, dei consiglieri regionali e provinciali al fine di assicurare il costante collegamento fra gli eletti, gli organi periferici, i soci del Partito e gli elettori.

 

La Direzione, per eccezionali motivi di urgenza, può esercitare i poteri del Comitato provinciale. Le relative deliberazioni devono essere comunicate ai componenti del Comitato provinciale e devono essere ratificate, a pena di nullità, entro trenta giorni dal Comitato provinciale stesso.

 

Art. 33 – Composizione e competenze della Giunta esecutiva provinciale

La Giunta esecutiva provinciale è l’organo di coordinamento organizzativo delle attività del Partito nella provincia. Essa è composta dal Segretario, dal Segretario amministrativo, dal Dirigente organizzativo, dai vice segretari e dai dirigenti dei dipartimenti.

 

Art. 34 – Commissioni provinciali per i problemi della cultura, della produzione e del lavoro

Presso ogni Comitato provinciale sono costituite: – la commissione provinciale per i problemi della cultura; – la commissione provinciale per i problemi della produzione; – la commissione provinciale per i problemi del lavoro.

 

I membri delle commissioni costituiscono gruppi di lavoro per settori culturali, sociali ed economici, per problemi specifici, settori produttivi, aziende e gruppi di aziende.

 

Tali gruppi sono presieduti dal Segretario provinciale o da un suo delegato. Gli organismi di cui al primo comma sono presieduti dal Segretario provinciale, il quale non può delegarne la responsabilità, e devono riunirsi almeno quattro volte all’ anno. Il Segretario provinciale deve presentare nel mese di dicembre al Comitato provinciale, che lo esamina ed approva, il programma dell’anno successivo tali organismi e riferire sull’attività svolta nell’anno che si conclude. 

 

Sezione III

Organo regionale

Art. 35 –  Il Congresso regionale: composizione, competenze e periodicità)

 Il Congresso regionale è l’assemblea plenaria dei delegati eletti. I delegati sono eletti da tutti i soci nelle sezioni, ,dai consiglieri regionali, provinciali e comunali di ogni provincia su liste provinciali concorrenti. e dai Presidenti degli Enti collettivi aderenti di ogni comune capoluogo di provincia.

 

Il Comitato regionale degli Enti collettivi aderenti è composto dai Presidenti degli Enti collettivi aderenti di ogni comune capoluogo di provincia; esso in fase congressuale nomina il Presidente regionale e due vice presidenti.

 

Al Congresso regionale partecipano, con solo diritto di parola, i componenti del Comitato regionale e gli esponenti di associazioni e di formazioni sociali i quali si ispirino ai principi ideali della RINASCITA POPOLARE.

 

Il Congresso è ordinario e straordinario.

Il Congresso regionale ordinario, autorizzato dal Consiglio nazionale, si riunisce ogni due anni:

a) per discutere le relazioni del Comitato regionale ed i temi del Congresso;

b) per proporre i programmi e deliberare gli indirizzi generali della politica regionale del Partito in armonia con l’indirizzo politico determinato al congresso nazionale;

c) per eleggere il Segretario e il Comitato regionale;

d) per eleggere i due terzi dei componenti la commissione elettorale regionale.

 

Il Congresso regionale straordinario si riunisce, con specifico ordine del giorno, per delibera della Direzione nazionale la quale deve decidere sulla convocazione, quando ne faccia richiesta un numero di comitati provinciali che rappresentino almeno un terzo dei votanti conseguiti dal Partito nella regione, oppure quando la richiesta medesima provenga dal Comitato regionale e sia stata deliberata a maggioranza assoluta dei suoi componenti. 

 

Art. 36 – Competenze del Segretario regionale

Il Segretario regionale ha la rappresentanza politica del Partito nella regione. Egli promuove ed indirizza l’attività degli organi del Partito ed impartisce le direttive sull’attività e sull’organizzazione nella regione sulla base delle deliberazioni dei componenti organi statutari.

 

In particolare:

a) convoca e presiede il Comitato, la Direzione e la Giunta esecutiva ed è responsabile dell’esecuzione dei loro deliberati;

b) nomina, sentita la Direzione, uno o più vice segretari e dirigenti dei vari uffici, scegliendoli anche al di fuori del Comitato;

c) effettua consultazioni periodiche con i segretari provinciali;

d) svolge azione di propulsione, di indirizzo e di coordinamento in materia di formazione e di propaganda, in collegamento con i dipartimenti nazionali interessati;

e) cura i rapporti con la società civile e con gli organismi politici, sociali ed economici regionali;

f) presiede le commissioni regionali per i problemi della cultura, della produzione e del lavoro ed il comitato regionale di informazione sindacale. 

 

Art. 37 – Composizione del Comitato regionale

Il Comitato regionale è formato dal Segretario regionale e dai componenti eletti dal congresso regionale.

Fanno parte, inoltre, del Comitato regionale, con voto consultivo:

a) i consiglieri nazionali del Partito iscritti in una Sezione della regione;

b) i componenti della Giunta esecutiva;

c) i segretari provinciali;

d) i Parlamentari europei eletti nella regione e gli ex Parlamentari nazionali iscritti in una sezione della regione:

e) i consiglieri regionali.

 

Il Comitato regionale può indicare, con voto dei propri componenti eletti limitato ad una preferenza, da due a cinque personalità, iscritte al Partito, da chiamare a partecipare con voto consultivo ai propri lavori, in rappresentanza degli ambienti sociali, culturali, economici e delle associazioni di ispirazione cristiana. 

 

Art. 38 – Competenze del Comitato regionale

Il Comitato regionale attua nella regione la linea politica del Partito. Il Comitato regionale elegge, tra i propri componenti aventi voto deliberativo, a maggioranza assoluta dei votanti, il Segretario amministrativo e, con sistema proporzionale, la Direzione Regionale formata da un numero di componenti non inferiore a sette e non superiore ad 1/4 dei componenti aventi voto deliberativo.

 

Il Comitato regionale inoltre:

a) approva le relazioni annuali del segretario regionale e del segretario amministrativo, il rendiconto dei revisori dei conti, le linee programmatiche per l’attività del Partito nella regione, nel rispetto dei deliberati congressuali e degli indirizzi della Direzione nazionale e il preventivo di spesa del Comitato;

b) indica l’orientamento del Partito ed indirizza l’attività del gruppo consiliare regionale e dei rappresentanti R.P. negli ambienti pubblici regionali;

c) formula proposte agli organi nazionali del Partito;

d) approva il programma per le elezioni regionali;

e) formula proposte al Consiglio nazionale sul programma e gli orientamenti per le elezioni politiche ed europee;

f) indirizza ed orienta l’azione dei comitati provinciali al fine di garantire la necessaria coerenza con la politica regionale del partito;

g) stabilisce norme regolamentari ed introduce modelli organizzativi autonomi, nell’ambito di principi fissati dal presente Statuto, per corrispondere a particolari ed obiettive esigenze della realtà territoriale e sociale regionale;

h) sulla base dei deliberati della Direzione nazionale ed in coerenza con quanto stabilito dall’Art. 52, definisce iniziative straordinarie per le sue aree metropolitane ed i grandi centri urbani;

i) approva i regolamenti che disciplinano le strutture , il funzionamento e le modalità di elezione dei comitati istituzionali locali e ne orienta l’azione al fine di assicurare l’unità dell’indirizzo politico regionale, relativo alle rispettive istituzioni locali;

j) convoca conferenze programmatiche locali;

k) nomina i revisori dei conti

l) approva le candidature al Consiglio regionale;

 m) designa le candidature alla Camera dei deputati, al Senato della Repubblica ed al Parlamento europeo;

n) definisce l’indirizzo politico-programmatico per la gestione delle Unità Sanitarie Locali e delle comunità montane;

o) promuove attività di formazione politica.

 

Il Comitato regionale deve riunirsi entro venti giorni dalla conclusione del Congresso regionale, entro trenta giorni dalla soluzione di crisi della giunta regionale e, comunque, almeno ogni due mesi. 

Art. 39  - Composizione e competenze della Direzione regionale

La Direzione regionale è formata dal Segretario regionale, dai componenti eletti dal Comitato regionale , dal Segretario amministrativo e dal Presidente degli Enti Collettivi aderenti eletto in fase congressuale

 

Fanno parte inoltre della Direzione, con voto consultivo, i consiglieri nazionali iscritti in una Sezione della regione, i segretari provinciali, i Parlamentari europei e nazionali, iscritti in una Sezione della regione, il Presidente della Giunta regionale ed il  capo-gruppo consiliare regionale.

 

La Direzione regionale:

a) approva, su proposta del Segretario e sulla base degli indirizzi del Comitato regionale, il programma di attività del Partito nella regione, nel rispetto dei deliberati congressuali e degli indirizzi della Direzione nazionale e degli altri organi del Partito;

b) istituisce, su proposta del Segretario, commissioni di settore in relazione a concrete esigenze di presenza politica ed amministrativa del Partito nella regione, in modo da accrescere la capacità di proposta del Partito e stabilire più intense forme di rapporto con i livelli corrispondenti della società civile organizzata;

c) verifica l’attuazione, da parte dei gruppi e dei rappresentanti Rinascita Popolare (RP) negli enti pubblici a carattere regionale o interprovinciale, degli indirizzi programmatici fissati dal Comitato regionale;

d) stabilisce l’indirizzo del Partito per la soluzione della crisi della Giunta regionale;

e) vigila sulla coerenza dell’indirizzo politico del gruppo consiliare rispetto all’indirizzo politico del Congresso regionale e sull’attività dei consiglieri regionali, riferendo periodicamente alle direzioni provinciali;

f) attua le deliberazioni del Comitato regionale in ordine al coordinamento delle attività dei comitati provinciali e propone lo scioglimento degli stessi alla Direzione nazionale;

g) svolge ogni altro compito ad essa affidato dalla Direzione nazionale.

 

La Direzione, per eccezionali motivi di urgenza, può esercitare i poteri del Comitato regionale. Le relative deliberazioni devono essere comunicate ai componenti del Comitato regionale e devono essere ratificate, a pena di nullità, entro trenta giorni dal Comitato regionale stesso.

 

Art. 40 – Competenze e composizione della Giunta esecutiva regionale

La Giunta esecutiva regionale è l’organo di coordinamento organizzativi delle attività regionali del Partito. Essa è composta dal Segretario, dal Segretario amministrativo, Responsabile organizzativo, dai vice-segretari e dai dirigenti dei dipartimenti.

 

Art.  41 – Commissioni regionali per i problemi della cultura, della produzione e del lavoro.

Presso ogni Comitato regionale sono costituite: – la Commissione Regionale per i problemi della cultura; – la commissione regionale per i problemi della produzione; – la commissione regionale per i problemi del lavoro.

 

Ciascuno dei suddetti organismi è formato da non più di 10 membri, designati dal Segretario regionale scelti tra:

a) persone con esperienza nei campi della cultura, della produzione e del lavoro, anche non iscritte al Partito;

b) rappresentanti di sezioni di ambiente interessati;

c) membri del Comitato regionale.

Ciascuna commissione esprime una giunta di iniziativa, formata da non più di 11 membri con criteri corrispondenti a quelli indicati nel secondo comma, presieduta dal Segretario regionale o da un suo delegato. I membri delle giunte di iniziativa sono indicati dal Segretario regionale sentite le rispettive commissioni.

 

Per iniziativa di ogni commissione, con criteri analoghi a quelli indicati nel secondo comma, possono essere costituiti gruppi di lavoro per settori culturali, sociali ed economici, per problemi specifici, settori produttivi, aziende e gruppi di aziende.

 

Gli organismi di cui al primo comma sono presieduti dal Segretario regionale, il quale non può delegarne la responsabilità, e devono riunirsi almeno quattro volte all’anno.

 

Il Segretario regionale deve presentare nel mese di dicembre al Comitato regionale, che lo esamina ed approva, il programma dell’anno successivo per gli organismi di cui al primo comma e riferire sull’attività svolta nell’anno che si conclude.

 

Sezione IV

Sezioni Territoriali e d’Ambiente

 

Art 42 – Costituzione di Sezione territoriale e sezione d’ambiente

Si possono costituire nell’ambito comunale e provinciale delle sezioni territori o d’ambiente i cui soci, iscritti al partito, nominano un responsabile  che sarà punto di riferimento a livello comunale, provinciale  o regionale

 

I soci della sezione partecipano alla vita del Partito mediante la Sezione con azione di formazione, di presenza e di proposta politica; essa è luogo di impegno attivo e di servizio.

 

La Sezione è territoriale o d’ambiente. E’ Sezione territoriale quella costituita in un territorio corrispondente a circoscrizioni amministrative o a un territorio comprendente, per intero, uno o più seggi elettorali.

 

E’ Sezione d’ambiente quella che riunisce soci appartenenti ad un ambiente di lavoro, ed a uno stesso centro di attività culturale, sociale o di associazionismo. Gli iscritti alle sezioni d’ambiente possono partecipare anche al dibattito e contribuire alle iniziative politiche della sezione territoriale corrispondente al luogo della loro residenza anagrafica.

 

Le sezioni devono essere costituite da almeno 15 soci che risiedono nel territorio oppure che operino negli ambienti di lavoro o nello stesso centro di attività culturale, sociale o di associazionismo.

 

Nuove sezioni possono essere costituite dalla Direzione provinciale o della Direzione comunale.

 

CAPO II

Gli organi nazionali del Partito

 

Art. 43 – (Organi nazionali del Partito)

Sono organi nazionali del Partito:

a) il Presidente Onorario

b) il Congresso nazionale;

c) il Segretario Politico;

d) il Consiglio Nazionale;

e) la Direzione Nazionale;

g) il Comitato Nazionale degli Enti Collettivi Aderenti

 

 

 

SEZIONE I –

Il Congresso nazionale 

 

Art. 44 – Il Congresso nazionale: composizione, competenze e periodicità

Il Congresso nazionale è l’assemblea dei delegati eletti dai congressi regionali, dei Parlamentari, dei delegati eletti dai comitati nazionali del Partito all’estero e dai Presidenti Regionali degli Enti Collettivi aderenti i quali eleggono in fase congressuale il Presidente Nazionale del Comitato degli stessi enti.

 

Al congresso nazionale partecipano, con solo diritto di parola, i consiglieri nazionali, i segretari provinciali, i Presidenti degli Enti Collettivi aderenti e gli esponenti di associazioni e di fondazioni sociali i quali si ispirino ai principi ideali della RINASCITA POPOLARE.

 

Il Congresso è ordinario e straordinario.

Il Congresso nazionale ordinario si riunisce ogni due anni, nella data, nel luogo e con l’ordine del giorno fissati dal Consiglio nazionale, il quale approva il regolamento per:

a) discutere la relazione del Segretario Politico ed i temi del Congresso;

b) proporre i programmi e deliberare gli indirizzi generali della politica del Partito;

c) eleggere il Segretario Politico ed il Consiglio nazionale;

d) eleggere i 2/3 dei suoi componenti.

 

Il Congresso nazionale straordinario si riunisce per delibera del Consiglio nazionale, con voto favorevole dei 2/3 dei suoi componenti. Il Congresso nazionale straordinario si riunisce altresì quando ne faccia richiesta un numero di comitati regionali che rappresentano almeno 1/3 dei voti conseguiti dal Partito nell’intero territorio nazionale.

Nei casi previsti nei due comma precedenti il Consiglio nazionale delibera la data, il luogo, l’ordine del giorno ed il regolamento. 

 

Art. 45 – Delegati al Congresso nazionale

Il numero massimo dei candidati che ogni lista può comprendere per la elezione dei delegati regionali al Congresso nazionale è determinato dividendo per 15.000 il numero dei voti ufficiali riportati dal Partito nella regione nelle elezioni per la Camera dei deputati secondo quanto previsto dall’Art. 19.

 

Il numero massimo dei candidati che ogni lista può comprendere per la elezione dei delegati provinciali al pre-congresso regionale è determinato dividendo per 5.000 il numero dei voti ufficiali riportati dal Partito nella provincia nelle elezioni per la Camera dei deputati.

 

Per le regioni dove la RINASCITA POPOLARE ha ottenuto un numero di voti inferiori a 500.000 il numero dei voti riportati dal Partito si divide per 2.500. Per la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige il numero dei voti riportati dal Partito si divide per 250.

 

Art. 46 – Elezione dei delegati provinciali al pre-congresso regionale per l’elezione dei delegati regionali al Congresso nazionale

I delegati provinciali al pre-congresso regionale sono eletti dagli iscritti e dagli elettori che esprimono il 95% della rappresentanza e dai consiglieri comunali, provinciali e regionali, eletti nella provincia nelle liste della RINASCITA POPOLARE ed iscritti al Partito, che esprimono il 5% della rappresentanza.

 

Il 95% della rappresentanza della Sezione viene ripartita tra le liste in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna di esse nella Sezione. Il 5% della rappresentanza riservato ai consiglieri comunali, provinciali e regionali, secondo le norme e i criteri fissati dal regolamento, viene ripartito tra le liste in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna di esse negli appositi seggi istituiti presso i Comitati comunali.

 

La ripartizione dei delegati al pre-congresso regionale tra le liste avviene proporzionalmente ai voti riportati da ciascuna di esse. Si possono esprimere voti di preferenza in un numero non superiore ad un quarto dei delegati da eleggere. Risultano eletti, all’interno delle liste, i candidati che hanno riportato il maggior numero di preferenze. A parità di preferenze, la graduatoria è determinata dall’ordine di collocazione nelle liste medesime.

 

Art. 47 – Pre-congresso regionale per l’elezione dei delegati regionali al Congresso nazionale

Il pre-congresso regionale si compone di tutti i delegati eletti su base provinciale. Partecipano, inoltre, con diritto di parola, i componenti del Comitato regionale e gli esponenti di associazioni e di formazioni sociali i quali si ispirino ai principi ideali della RINASCITA POPOLARE.

 

I delegati regionali al Congresso nazionale sono eletti dai delegati provinciali al pre-congresso regionale. I delegati provinciali votano con voto palese e possono esprimere con voto segreto preferenze in un numero non superiore ad un quarto dei delegati da eleggere.

 

La ripartizione della rappresentanza e dei delegati regionali tra le liste avviene con sistema proporzionale. Risultano eletti, all’interno delle liste, i candidati che hanno riportato il maggior numero di preferenze. A parità di preferenze la graduatoria è determinata dall’ordine di collocazione nelle liste medesime.

 

SEZIONE II –

Il Segretario Politico 

 

Art. 48 – Competenze

Il Segretario Politico ha la rappresentanza politica del Partito, attua la linea determinata dal Congresso secondo le deliberazioni del Consiglio nazionale e della Direzione, dirige e coordina le attività del Partito.

Il Segretario Politico, in particolare:

a) convoca e presiede la Direzione, l’Ufficio politico e la Giunta esecutiva nazionale;

b) nomina, sentita la Direzione, uno o più vice segretari e i dirigenti dei Dipartimenti, scegliendo questi ultimi anche al di fuori di essa;

c) esprime ai gruppi parlamentari l’indirizzo politico del partito;

d) guida le delegazioni incaricate di intervenire per la formazione dei governi;

 

Art. 49 – Impedimento, dimissione decadenza del Segretario Politico

In caso di impedimento, di dimissioni o di decadenza del segretario Politico, il Consiglio nazionale è convocato allo scopo di eleggere il nuovo Segretario a scrutinio segreto a maggioranza dei 2/3 degli aventi diritto al voto, nella prima votazione, ed a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, nelle successive.

 

Il candidato che alla terza votazione ottenga la maggioranza semplice è eletto Segretario con il compito di convocare il Congresso del Partito da celebrarsi entro sei mesi. Le votazioni per l’elezione del Segretario Politico devono svolgersi nel corso della medesima sessione del Consiglio nazionale.

 

 

 

 

 

SEZIONE III

Il Consiglio nazionale 

 

Art. 50 – Elezione

I delegati regionali al Congresso nazionale esprimono i voti attribuiti a ciascuno di essi dai precongressi regionali.

 

I Parlamentari, iscritti al Partito, esprimono 1/10 dei voti conseguiti dal Partito nell’intero territorio nazionale.

 

I delegati dei comitati nazionali del Partito all’estero esprimono i voti attribuiti a ciascuno di essi dai congressi locali, secondo quanto disposto dall’apposito regolamento.

 

I delegati regionali, i Parlamentari e i delegati dei comitati nazionali del Partito estero eleggono il Consiglio nazionale, su liste concorrenti contenenti non più di 80 candidati Parlamentari nazionali ed europei e non più di 80 candidati non Parlamentari, con voto palese e riparto proporzionale dei seggi.

 

Possono essere espressi voti di preferenza, secondo quanto previsto dal regolamento. Risultano eletti, all’interno delle liste, i candidati che hanno riportato il maggior numero di preferenze. A parità di preferenze, la graduatoria è determinata dall’anzianità di iscrizione al Partito. I consiglieri nazionali eletti tra i non Parlamentari, qualora divengano Parlamentari, decadono da consiglieri nazionali.  

 

Art. 51 – Composizione

Il Consiglio nazionale è composto:

a)dal Presidente del Consiglio nazionale

b) dal Segretario Politico;

c) dai Parlamentari, da non più di 40 non Parlamentari eletti, tra gli iscritti, dal Congresso nazionale;

d) dai segretari regionali;

e) dal Presidente del Consiglio dei Ministri se iscritto al Partito;

f) dai presidenti dei gruppi parlamentari Rinascita Popolare (RP) del Senato della repubblica e della Camera dei Deputati;

g) dai soci che abbiano ricoperto la carica di Segretario Politico o di Presidente del Consiglio dei Ministri o di Presidente del Consiglio nazionale.

h) dai Presidenti degli Enti Collettivi aderenti regionali

i) dal Presidente onorario;

 

Il Consiglio nazionale può invitare a partecipare ai suoi lavori, con voto consultivo, esponenti che svolgono a livello nazionali attività ispirate ai principi cristiano-sociali.

 

Art. 52 – Competenze

Il Consiglio nazionale è, entro la sua linea politica determinata dal congresso, l’organo deliberativo Nazionale del Partito. Il Consiglio nazionale elegge tra i suoi componenti aventi voto deliberativo, a maggioranza semplice dei votanti, il proprio Presidente, il Presidente onorario del Partito; il Segretario amministrativo, il Segretario organizzativo, e, con metodo proporzionale, la Direzione nazionale del partito. Il Consiglio nazionale controlla l’attività del Partito e sovrintende agli organi di garanzia statutaria.

 

 

 

Art. 53 – Il Presidente del Consiglio nazionale

Il Presidente del consiglio nazionale vigila sulla esecuzione delle decisioni del Consiglio nazionale e convoca il Consiglio almeno una volta ogni tre mesi.

 

Art. 54 – Convocazione del Consiglio nazionale in seguito allo svolgimento del Congresso, ad elezioni politiche e alla risoluzione di crisi di Governo

Il Consiglio nazionale deve essere convocato entro venti giorni dalla conclusione del Congresso nazionale, entro quindici giorni dalla proclamazione delle elezioni politiche ed entro trenta giorni dalla risoluzione di crisi di Governo.

 

SEZIONE IV –

La Direzione nazionale 

 

Art. 55 – Composizione

La Direzione nazionale è composta:

a) dal Segretario Politico che la convoca e la presiede;

b) dal Presidente del Consiglio nazionale;

c) dal Segretario amministrativo del Partito;

d) dal Segretario organizzativo;

e) dal Presidente del Comitato Scientifico (nominato dalla Direzione Nazionale);

f) dal Presidente del Consiglio dei Ministri sei iscritto al Partito;

g) dai presidenti dei gruppi parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

h) dal Presidente del Comitato degli Enti Collettivi aderenti eletto in fase congressuale;

i) dal Presidente onorario del partito

 

La Direzione nazionale e il Segretario Politico possono invitare a partecipare con consultivo alle riunioni della Direzione nazionale, ogni qualvolta lo ritengano opportuno, Ministri e Sottosegretari. 

 

Art. 56 – Competenze della Direzione nazionale

La Direzione nazionale:

a) delibera sugli indirizzi politici programmatici del partito sulla base delle determinazioni del Congresso e del Consiglio nazionale;

b) delibera, sentiti i direttivi dei gruppi parlamentari, in ordine alla soluzione delle crisi di Governo; c) verifica l’attuazione degli indirizzi fissati dalla Direzione nazionale sull’attività dei rappresentanti Rinascita Popolare (RP) dei gruppi negli enti pubblici e negli organismi di nomina nazionale a carattere non elettivo;

d) Nomina il Presidente del Comitato Scientifico

e) nomina i revisori dei conti

 

SEZIONE V

La Giunta esecutiva nazionale 

 

Art. 57 – La Giunta esecutiva nazionale: competenze e composizione

La Giunta esecutiva nazionale è l’organo di coordinamento organizzativo delle attività del Partito. Essa è composta dal Presidente del Consiglio Nazionale, dal segretario Politico che la convoca e la presiede, dal Responsabile organizzativo nazionale, dal Segretario amministrativo, dai vice segretari e dai dirigenti dei dipartimenti. 

 

 

 

 

 

SEZIONE VI

Comitato Tecnico Scientifico

 

Art.58 – Nomina componenti del Comitato Tecnico Scientifico

La Direzione Nazionale istituisce il Comitato Tecnico Scientifico con la nomina di 5 membri che hanno il compito di elaborare programmi e analisi politica, economica e sociale  come base fondamentale da dibattere prima dei congressi all’interno dell’Assemblea Nazionale:

 

Esso valuterà il lavoro delle commissioni provinciali e regionali per i problemi della cultura, della produzione e del lavoro e sarà  con esse a stretto contatto per la conoscenza e valutazione delle problematiche locali.

 

I componenti di tale comitato verranno scelti tra professori universitari, intellettuali e  personaggi di rilievo del mondo economico, sociale  e politico che abbiano una visione etica, disciplina morale oltre che pervasi da ispirazione cristiana.,

 

CAPO III

Elezione e durata.

 

Art. 59 – Elezione del Segretario: modalità e procedura

Il Segretario comunale sono eletti dalle assemblee di Sezione.

 

Il Segretario provinciale, il Segretario regionale ed il Segretario politico sono eletti dai congressi provinciali, regionali e nazionale.

 

L’elezione dei segretari a tutti i livelli avviene a scrutinio segreto. Il Segretario politico è eletto dal congresso nazionale a maggioranza assoluta dai voti rappresentati.

 

Dopo il primo scrutinio, qualora nessuno dei candidati ottenga la maggioranza assoluta, si precede a ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.

 

E’ eletto il candidato che ottenga la maggioranza assoluta dei voti rappresentati. Ove nessuno ottenga la maggioranza assoluta si procede ad ulteriore votazione di ballottaggio tra i due candidati: è eletto il candidato che abbia ottenuto il maggior numero dei voti espressi.

 

Le candidature per la carica di Segretario Politico sono accompagnate dagli intenti politico programmatici.

 

Il Segretario regionale e il Segretario provinciale sono eletti a maggioranza assoluta dei voti rappresentati.

 

I Segretari comunali sono eletti a maggioranza assoluta dei voti rappresentati espressi.

 

Dopo il primo scrutinio, qualora nessuno dei candidati all’incarico di Segretario regionale, provinciale e comunale, ottenga la maggioranza assoluta, rispettivamente dei voti rappresentati o dei votanti, si procede a ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti espressi.

 

E’ eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti espressi.

 

La convocazione delle assemblee per lo svolgimento delle operazioni di ballottaggio per l’elezione del Segretario comunale  deve avvenire entro i sette giorni successivi alla prima votazione.

 

Le candidature per la carica di Segretario Politico, regionale e provinciale, firmate per accettazione, sono presentate unitamente agli intenti politico – programmatici, secondo le norme previste dal regolamento. 

 

Art. 60 – Partecipazione al voto degli elettori

All’elezione del Segretario di Sezione e della Direzione sezionale e del Comitato  comunale, nonché dei delegati ai congressi partecipano con gli iscritti, gli elettori che abbiano sottoscritto l’adesione pubblica ai valori ed ai programmi della RINASCITA POPOLARE, nel primo quadrimestre dell’anno o in quei periodi che di volta in volta sono indicati dal Consiglio nazionale.

 

Art. 61 – Criteri per la rappresentanza

La rappresentanza delle sezioni territoriali per l’elezione degli organi comunali è determinata sulla base dei voti riportati dal Partito nel comune ove esse hanno sede, nelle elezioni per la Camera dei Deputati, immediatamente precedenti lo svolgimento dell’assemblea.

 

Sono esclusi dalla rappresentanza i voti conseguiti dalla RINASCITA POPOLARE (RP) nei comuni privi di Sezione ed i voti conseguiti dalla RINASCITA POPOLARE (RP) nel territorio di competenza di sezioni nelle quali non abbia avuto luogo l’assemblea congressuale. Per l’elezione dei delegati ai congressi provinciali e regionali le sezioni ed i consiglieri eletti esprimono rispettivamente il 95% ed il 5% della rappresentanza.

 

Per il congresso provinciale votano i consiglieri provinciali e comunali. Per i congresso regionale votano i consiglieri regionali, provinciali e comunali. La rappresentanza per l’elezione del Consiglio nazionale è determinata dalla somma delle rappresentanze regionali espresse dai congressi, dalla rappresentanza riservata ai Parlamenti e dalla rappresentanza riservata ai delegati dei comitati nazionali del Partito all’estero. La rappresentanza dei Parlamentari è costituita da 1/10 dei voti conseguiti dal Partito nell’intero territorio nazionale. 

 

Art. 62 – Durata e rinnovo degli incarichi

Gli organi del Partito durano in circa due anni. Al loro rinnovo si procede in periodi dell’anno destinati alle operazioni congressuali ed alle assemblee elettorali previste dal presente Statuto, in modo da far svolgere in un anno deciso dal Consiglio nazionale il congresso comunale e il congresso nazionale e, in un altro anno, il congresso regionale.

 

La durata in carica dei singoli organi può essere prorogata in via eccezionale per un periodo non superiore alla metà del loro mandato. Per gli organi a livello regionale è competente la Direzione nazionale; per gli organi a livello provinciale è competente la Direzione regionale; per gli organi comunali è competente la Direzione provinciale.

 

Le deliberazioni relative alla proroga devono essere motivate ed assunte a maggioranza dei 2/3 dei componenti della Direzione. Superati i termini così prorogati, gli organi decadono automaticamente e si deve provvedere al loro rinnovo automaticamente e si deve provvedere al loro rinnovo entro 60 giorni.

 

In caso di inadempienza le assemblee o i congressi devono essere convocati, entro quindici giorni dagli organi immediatamente superiori. Gli organi del Partito devono essere altresì rinnovati quando sia venuta meno, per qualsiasi motivo, almeno la metà dei loro componenti eletti o quando la metà dei componenti eletti si dimetta contemporaneamente.

 

 

 

CAPO IV

Convocazione degli organi

 

Art. 63 – Convocazione e autoconvocazione degli organi collegiali

Gli organi collegiali del Partito devono riunirsi:

a) entro quindici giorni dalla loro elezione per procedere agli adempimenti previsti dallo Statuto;

b) entro venti giorni dalla richiesta presentata, indicando l’O.d.G., da almeno 1/5 dei suoi componenti aventi voto deliberativo;

c) periodicamente, secondo le disposizioni dello Statuto. Le richieste di cui ai precedenti comma devono essere notificate agli organi superiori competenti di cui all’Art. 31. Ove non si provveda alla convocazione sette giorni prima del termine previsto per la riunione, vi provvede l’organo superiore competente secondo quanto disposto dall’Art. 31.

Trascorsi trenta giorni dalla comunicazione di cui alla lettera b) del presente articolo, il primo dei firmatari della richiesta può procedere direttamente alla convocazione. 

 

Art. 64 – Convocazione e autoconvocazione delle assemblee di Sezione

L’assemblea di Sezione è convocata almeno quattro volte l’anno dal Segretario di Sezione. Gli avvisi di convocazione devono essere inviati, affissi o pubblicati secondo le norme previste dai regolamenti, a pena di nullità delle assemblee; delle eventuali votazioni, deve essere data espressa indicazione nell’avviso di convocazione dell’assemblea.

 

L’assemblea di Sezione deve essere altresì convocata entro venti giorni quando lo richiede almeno 1/10 dei soci o 1/5 dei componenti la Direzione sezionale, aventi voto deliberativo con motivazione scritta, nella quale deve essere indicato se sarà proposta la votazione di sfiducia.

 

In tal caso la richiesta deve essere notificata nel caso di sezioni comunali al Segretario provinciale. Il Segretario di Sezione è tenuto, qualora eguale richiesta non sia già avanzata nei 90 giorni precedenti, a convocare l’assemblea entro 20 giorni dalla richiesta.

 

In caso di inottemperanza degli obblighi di convocazione, il Segretario decade automaticamente e la Direzione comunale o provinciale, nel caso di sezioni comunali, nomina un commissario incaricato della convocazione della assemblea per il rinnovo delle cariche entro 30 giorni.

 

Il commissario è scelto tra una rosa di tre persone iscritte nella provincia, con almeno 10 anni di anzianità, indicate dagli iscritti che hanno richiesto la convocazione. Il Segretario di sezione, decaduto per cause derivanti dal mancato rispetto del presente articolo, non è rieleggibile nell’incarico per un biennio.

 

Art. 65 – Convocazione su richiesta degli organi preposti al coordinamento

Gli organi collegiali del Partito e le assemblee ordinarie di Sezione devono essere convocati quando lo richieda il segretario dell’organo immediatamente superiore. Ove non provveda entro trenta giorni il Segretario richiedente potrà effettuare direttamente la convocazione.

 

CAPO V

Incompatibilità – Decadenza e sfiducia.

 

Art. 66 – (Incompatibilità tra incarichi di Partito e incarichi pubblici)

L’incarico di Segretario del Comitato comunale è incompatibile con quello di Sindaco, di Assessore comunale, di capo-gruppo consiliare comunale e di Segretario provinciale.

 

L’incarico di Segretario provinciale e di Segretario del Comitato comunale di città capoluogo di provincia con popolazione superiore a 50.000 abitanti è incompatibile con quello di Deputato, di Senatore, di consigliere regionale, di Sindaco, di Assessore o  capo-gruppo consiliare del comune capoluogo, di Presidente, Assessore o  capo-gruppo consiliare della Amministrazione provinciale, nonché di Presidente di enti pubblici e di enti di nomina, diretta o indiretta, comunale, provinciale, regionale o statale.

 

L’incarico di Segretario regionale è incompatibile con quello di Deputato, di Senatore, di Presidente del consiglio regionale, di Presidente della giunta regionale, di Assessore e capo-gruppo consiliare regionale, di Presidente di enti pubblici di nomina, diretta o indiretta, comunale, provinciale, regionale o statale, di Presidente, assessore o capogruppo consiliare dell’Amministrazione provinciale, di segretario provinciale del Partito e di Sindaco di capoluogo di provincia.

 

L’incarico di componente di giunta comunale di comune di capoluogo, di componente di giunta provinciale e regionale è incompatibile con l’appartenenza alle direzioni provinciali e regionale.

 

L’incarico di Presidente e di componente di comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali è incompatibile con l’incarico di componente di Direzione provinciale e regionale: l’incarico di Presidente e di componente di sezione decentrata di comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali è incompatibile con l’incarico di Segretario di Comitato comunale di città capoluogo di provincia.

 

L’incarico di presidente di enti pubblici economici il cui bilancio sia superiore al  milione di euro, di nomina comunale, provinciale, regionale e statale, è incompatibile con l’incarico di componente di Direzione provinciale e regionale.

 

L’incarico di Presidente dell’Amministrazione provinciale e di Sindaco di comune capoluogo è incompatibile con quello di Presidente di enti pubblici ed economici, salvo quelli la cui presidenza gli competa di diritto.

 

L’incarico di Segretario del Comitato comunale di città di capoluogo di provincia, di Segretario provinciale e di Segretario regionale, di Parlamentare europeo e nazionale è incompatibile con l’incarico di Presidente o di componente del comitato di gestione di unità sanitaria locale.

 

L’incarico di componente la Direzione nazionale è incompatibile con l’appartenenza al governo della Repubblica e con la presidenza di enti nazionali di nomina statale. Le incompatibilità previste dal presente articolo si applicano anche ai componenti di diritto di organi collegiali limitatamente al periodo in cui ricoprono gli incarichi pubblici incompatibili con quelli del partito.

 

Art. 67 – Incompatibilità tra le cariche di Segretario provinciale e regionale e di consigliere regionale e la candidatura alle elezioni europee, politiche e regionali

Il Segretario provinciale, che abbia ricoperto la carica nei sei mesi precedenti la data prevista per le elezioni, non può essere candidato al Parlamento europeo, al Parlamento nazionale e al Consiglio regionale.

 

Il Segretario regionale che abbia ricoperto la carica nei TRE mesi precedenti la data prevista per le elezioni, non può essere candidato al Parlamento europeo e al Parlamento nazionale.

 

Il Segretario provinciale, inoltre, non può essere candidato qualora non si sia dimesso entro sette giorni dallo scioglimento anticipato delle Camere o del Consiglio regionale.

 

Il Segretario regionale, inoltre, non può essere candidato qualora non si sia dimesso entro sette giorni dallo scioglimento anticipato delle Camere. Il Consigliere regionale che abbia ricoperto la carica nei sei mesi precedenti la data prevista per le elezioni non può essere candidato al Parlamento europeo ed al Parlamento nazionale.

 

Il Consigliere regionale, inoltre, non può essere candidato qualora non si sia dimesso entro sette giorni dallo scioglimento anticipato delle Camere.

 

Art. 68 – Decadenza dagli organi collegiali

Da ogni incarico comunale, provinciale, regionale e Politico, si decade anche prima della normale scadenza in seguito a voto di sfiducia espresso, su ordine del giorno, dalla maggioranza assoluta dei componenti l’organo che ha proceduto all’elezione.

 

L’ordine del giorno deve essere sottoscritto da almeno 1/5 dei componenti l’organo competente, che deve riunirsi e deve discuterlo non prima di dieci giorni e non oltre i trenta giorni dalla sua presentazione. La votazione sull’ordine del giorno di sfiducia deve avvenire per appello nominale.

 

Art. 69 – Decadenza in caso di incompatibilità

In tutti i casi di incompatibilità tra incarichi di partito e incarichi previsti dallo Statuto, si decade automaticamente dall’incarico di partito trascorsi trenta giorni dal verificarsi della incompatibilità.

 

Nei caso di incompatibilità tra incarichi di partito, trascorsi trenta giorni dal verificarsi della incompatibilità, si decade automaticamente dall’incarico assunto in precedenza. Nei casi di cumulo tra cariche pubbliche, trascorsi trenta giorni dal verificarsi dell’incompatibilità, il socio è sospeso per cinque anni dall’elettorato passivo ed è escluso dalla candidatura per le elezioni politiche e amministrative.

 

La violazione della norma di cui al primo comma comporta la nullità degli atti posti in essere da chi si trova in situazione di incompatibilità e dagli organi collegiali alle cui deliberazioni egli abbia preso parte.

 

Art. 70 -Impedimento, dimissioni, decadenza del Segretario comunale, provinciale e regionale)

In caso di inadempimento, di dimissioni o di decadenza del Segretario comunale, provinciale e regionale, i rispettivi comitati sono convocati entro trenta giorni, dal primo degli eletti fra i componenti in carica, allo scopo di eleggere il nuovo Segretario a scrutinio segreto e maggioranza dei 2/3 dei componenti, nella prima votazione, ed a maggioranza assoluta nella successiva.

 

La seconda votazione deve svolgersi entro otto giorni dalla prima. Qualora nessun candidato sia eletto, la Direzione dell’organo superiore nomina un commissario per la convocazione delle assemblee e dei relativi congressi la cui elaborazione deve avvenire entro due mesi.

 

Art. 71 – Gestioni commissariali

In caso di scioglimento degli organi del Partito e dei movimenti, la durata della gestione non può eccedere i sei mesi e può essere rinnovata una sola volta per gravi e provate ragioni. La delibera di nomina e di eventuale proroga della gestione commissariale deve essere comunicata alla Direzione nazionale entro dieci giorni, a pena di nullità della deliberazione; copia della delibera deve essere inviata anche all’organo superiore.

 

Trascorso il termine di cui al primo comma, il commissario decade automaticamente. Gli atti posti in essere successivamente sono nulli. Alla scadenza del termine della gestione commissariale, in caso di mancato rinnovo dell’organo, si deve provvedere alla nomina di un commissario incaricato di procedere agli adempimenti relativi al rinnovo dell’organo medesimo.

 

 

 

Art. 72 – Nomina dei commissari per il compimento dei singoli atti

I commissari per il compimento dei singoli atti sono nominati:

a) dalla Direzione nazionale, per gli atti di competenza dei comitati regionali;

b) dalla Direzione regionale, per gli atti di competenza dei comitati provinciali;

c) dalla Direzione provinciale per gli atti di competenza dei comitati istituzionali locali e comunali;

 

Qualora gli organi di cui alle lettere b) e c) del comma precedente non provvedano alla nomina dei commissari, entro il termine di trenta giorni, vi provvede direttamente l’organo superiore.

 

CAPO VI

Componenti di diritto di organi collegiali

 

Art. 73- Partecipazione degli eletti agli organi collegiali

Ogni qualvolta nello Statuto o nei regolamenti è prevista la partecipazione di diritto ad organi collegiali, anche se con voto consultivo, del Presidente del Consiglio o della Giunta regionale, del Presidente dell’Amministrazione provinciale o del Sindaco, qualora i titolari di queste cariche non siano iscritti al Partito, partecipano ai suddetti organi collegiali con gli stessi poteri, gli iscritti che siano vice presidenti o, in mancanza, un assessore designato dagli assessori  rinascita popolare oppure, in mancanza, il  capo-gruppo Rinascita Popolare (RP). 

 

Art. 74- Assemblea nazionale

Nel periodo che intercorre tra i congressi nazionali, è convocata l’assemblea nazionale per dibattere gli orientamenti generali del Partito sulle grandi questioni che attengono ai temi della pace, del lavoro, della famiglia, della condizione femminile e giovanile, degli anziani, della cultura, dell’economia, della presenza, dell’iniziativa della RINASCITA POPOLARE (RP) nella società italiana.

 

L’assemblea nazionale è aperta agli iscritti, elettori e portatori di significative esperienze sociali, culturali e professionali. L’assemblea nazionale è convocata dal Presidente del Consiglio nazionale. Analoghe assemblee sono convocate a livello comunale, provinciale e regionale.

 

Art. 75 – I funzionari del Partito

Il personale del Partito deve essere iscritto alla RINASCITA POPOLARE. I funzionari addetti agli organi nazionali ed ai comitati regionali e provinciali cooperano all’imparziale applicazione dello Statuto e dei regolamenti ed assolvono anche a compiti certificativi.

 

I funzionari del Partito sono direttamente responsabili dell’esercizio delle loro funzioni e ne rispondono anche sul piano disciplinare. Un apposito regolamento, approvato dal Consiglio nazionale, disciplina lo stato giuridico, il trattamento economico e i compiti dei funzionari addetti ai comitati regionali e provinciali. 

TITOLO IV

GARANZIE STATUTARIE

 

CAPO I

Infrazioni statutarie

 

Art. 76  - Organi di garanzia statutaria

Sono organi di garanzia statutaria:

1) la commissione provinciale per il controllo del tesseramento; 

2) la commissione provinciale per le garanzie statutarie

3) il Comitato Nazionale dei Garanti

 

Art. 77  -  Ricorsi per violazioni dello Statuto e dei regolamenti

Il socio e gli organi di Partito possono proporre ricorso per violazione dello Statuto e dei regolamenti alle commissioni provinciali per il controllo del tesseramento, delle garanzie statutarie e al Comitato Nazionale dei Garanti.

 

Art. 78  –  Norme sulla presentazione e sulla notifica dei ricorsi

I ricorsi debbono essere presentati personalmente o per raccomandata:

a) entro dieci giorni dalla data in cui l’atto sia stato adottato o risulti che l’interessato ne abbia avuto conoscenza ovvero dalla data in cui la decisione dell’organo di garanzia statutaria sia stata notificata;

b) entro tre giorni dalla proclamazione dei risultati delle singole assemblee pre-congressuali o dalle decisioni delle commissioni di garanzia congressuale.

 

I termini di cui alla lettera a) del primo comma sono ridotti a quattro giorni per i ricorsi relativi alle assemblee pre-congressuali. I ricorsi devono essere comunicati dal presentatore all’organo che ha emesso l’atto impugnato, nel caso di ricorsi in materia elettorale, all’organo direttamente interessato. Gli interessati possono presentare memorie e produrre documenti entro 10 giorni dal ricevimento del ricorso. Le decisioni delle commissioni per le garanzie statutarie non sono esecutive sino a quando non siano divenute definitive. 

 

Art. 79 – Commissione provinciale per le garanzie statutarie

La commissione provinciale per le garanzie statutarie, formata da 3 membri effettivi e 2 supplenti, viene eletta dal Congresso provinciale ordinario a scrutinio segreto fra gli iscritti nell’albo predisposto appositamente dal Comitato provinciale.

 

Ogni delegato può votare per 3 candidati. Risultano eletti come effettivi i 3 candidati che ottengono il maggior numero di voti e come supplenti i 2che li seguono nella graduatoria.

 

I membri effettivi, in caso di inadempimento, di dimissioni o di decadenza, sono sostituiti da un pari numero di membri supplenti secondo la graduatoria di elezione fino ad esaurimento della lista.

 

Il Comitato provinciale provvede all’eventuale integrazione. Il Comitato provinciale nella seduta nella quale viene indetto il Congresso provinciale forma l’albo per la elezione della commissione provinciale per le garanzie statutarie, composto da un numero di nominativi pari almeno al triplo dei membri da eleggere.

 

L’albo di cui al primo comma del presente articolo deve essere reso pubblico prima dell’inizio del Congresso e può essere integrato su proposta dei delegati al congresso mediante la presentazione di nominativi aventi i requisiti prescritti, sottoscritti da almeno cinque delegati.

 

La commissione elegge, tra i propri componenti, nella sua prima seduta il Presidente, a maggioranza dei due terzi dei componenti stessi.

 

Il segretario provinciale nomina il segretario della commissione che svolge di controllo dei lavori della commissione per conto della Direzione nazionale Il segretario tiene il repertorio cronologico e cura l’istruttoria dei ricorsi pervenuti, nonché la raccolta dei verbali e delle motivazioni delle decisioni adottate. La commissione provinciale per le garanzie statutarie può deliberare soltanto quando sono presenti almeno 4 membri effettivi.

 

Art. 80  -  Competenze della commissione provinciale per le garanzie statutarie

La commissione provinciale per le garanzie statutarie decide in primo grado:

a) sui ricorsi contro i provvedimenti degli organi  comunali.

b) sui ricorsi per le elezioni degli organi comunali;

 

Art. 81  -  Termini per le decisioni della commissione provinciale per le garanzie statutarie

La commissione provinciale per le garanzie statutarie decide entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso prorogabili motivatamente di ulteriori quindici giorni per una sola volta.

 

I termini di cui al primo comma sono ridotti a quattro giorni, non prorogabili, per i ricorsi relativi alle assemblee pre-congressuali. In caso di mancata decisione entro i termini prescritti, il ricorso è devoluto alla competenza della commissione centrale.. 

 

Art. 82- Competenze del Comitato Nazionale dei Garanti riguardo alle garanzie statutarie

Il Comitato Nazionale dei Garanti riguardo alle garanzie statutarie decide:

 

a) sui ricorsi avverso le decisioni delle commissioni provinciali per le garanzie statutarie;

b) sui ricorsi di competenza delle commissioni provinciali, ad essa devoluti per decorrenza dei termini;

c) sui ricorsi avverso atti di organi regionali e provinciali;

d) sui ricorsi avverso le decisioni degli organi nazionali dei movimenti;

e) sui ricorsi contro l’elezione di organi regionali e provinciali, nonché contro quella dei delegati al congresso nazionale;

f) sui ricorsi avverso atti di dipartimenti nazionali del partito e della Giunta esecutiva nazionale.

 

Prima di ogni decisione deve essere sentito il dirigente del dipartimento organizzativo nazionale. 

 

Art. 83- Termini per le decisioni del Comitato Nazionale dei Garanti riguardo alle garanzie statutarie. Presa d’atto del tacito accoglimento del ricorso

Il Comitato Nazionale dei Garanti  decide entro sessanta giorni dal ricevimento del ricorso.

 

I termini sono ridotti a otto giorni, non prorogabili, per la elezione dei delegati ai congressi del Partito.

 

Art. 84  -   Esame dei ricorsi – Ricusazione

Le commissioni per le garanzie statutarie e le commissioni per il controllo del tesseramento esaminano i ricorsi in ordine cronologico. Possono derogare al criterio cronologico, in casi di particolare urgenza, a maggioranza assoluta dei componenti della commissione.

 

Art. 85  -  Esecuzione delle decisioni

L’esecuzione delle decisioni sui ricorsi è affidata agli organi competenti ad emanare gli atti impugnati e deve essere attuata entro dieci giorni dal ricevimento della notifica della decisione, salvo che in questa sia indicato un termine più breve.

 

CAPO II

Infrazioni disciplinari

 

SEZIONE I

Misure disciplinari 

 

Art. 86  -  Misure disciplinari

Le misure disciplinari sono:

a) il richiamo;

b) la sospensione;

c) l’espulsione.

Art. 87  -  Il richiamo

Il richiamo è una dichiarazione scritta e motivata di deplorazione e d biasimo ed è inflitta per lievi trasgressioni. 

 

Art. 88  -  La sospensione

La sospensione è inflitta per trasgressioni ai doveri morali e politici che l’appartenenza al Partito comporta. Essa non può superare la durata di dodici mesi. Il Collegio dei probiviri, per gravi e motivate ragioni, può dichiarare la provvisoria esecuzione della decisione.

 

Il Collegio dei probiviri può, su ricorso, sospendere l’esecuzione. La sospensione superiore a tre mesi adottata con decisione definitiva dal Collegio dei probiviri comporta la decadenza dalle cariche di Partito.

 

Art. 89 -  L’espulsione

L’espulsione è inflitta per gravi violazioni dei doveri morali e politici che arrechino grave pregiudizio al Partito. L’espulsione è comunicata alla Sezione, al Comitato provinciale ed alla Direzione nazionale. L’espulsione può essere resa pubblica con decisione dell’organo giudicante.

 

Art. 90  -  Domanda di riammissione al Partito

Le domande di riammissione al Partito di soci espulsi non possono essere presentate prima di un anno dall’espulsione. Sulle domande deve esprimere un parere l’organo che ha comminato l’espulsione. Il socio riammesso non potrà ricoprire cariche nel Partito se non dopo dodici mesi dalla riammissione.

 

SEZIONE II

Gli organi disciplinari

 

Art. 91  -  Organi disciplinari

Sono organi disciplinari del Partito:

a) il Collegio dei probiviri  è composto da 3 persone

 

Art. 92 -  Elezione dei probiviri

I componenti del Collegio dei Probiviri sono eletti dalla Direzione Nazionale all’interno degli otto componenti del Comitato dei Garanti eletti dal Consiglio Nazionale

 

Art. 93  -  incompatibilità dei probiviri

La nomina a proboviro comporta per la durata del mandato l’incompatibilità, quindi la decadenza, e il reintegro, con l’accettazione di ogni incarico esecutivo di Partito a livello provinciale o superiore, nonché con la carica di Sindaco di capoluogo, di Presidente dell’Amministrazione provinciale, di Consigliere regionale o di Parlamentare e di Consigliere nazionale del Partito.

 

Art. 94  -  Competenza disciplinare della Direzione nazionale e della Direzione provinciale

La Direzione nazionale, per atti di indisciplina che comportino gravi conseguenze politiche, può disporre, in casi di urgente necessità, la sospensione dell’iscritto a titolo cautelativo. In tal caso deve immediatamente deferire il socio al Collegio centrale dei probiviri.

 

La Direzione nazionale dichiara la cessazione dell’appartenenza al Partito dei soci che si presentino come candidati alle elezioni politiche in liste e collegamenti diversi da quelli della Rinascita Popolare o comunque non approvati dagli organi competenti del partito. Contro la decisione disciplinare della Direzione..

 

La Direzione provinciale o, qualora essa non vi provveda. La Direzione nazionale, possono dichiarare la cessazione dell’appartenenza al Partito dei soci che si presentino come candidati alle elezioni amministrative in liste o collegamenti diversi da quelli approvati dagli organi competenti. Contro la dichiarazione della Direzione provinciale, l’interessato può ricorrere al Collegio dei probiviri .

 

SEZIONE III

Procedimento disciplinare

 

Art. 95  -  Promozione del procedimento disciplinare e gradi di giurisdizione

Il Collegio dei probiviri può procedere d’ufficio. Contro la decisione del Collegio dei probiviri di  è ammesso ricorso..

 

Art. 96  -  Ricusazione – Suddivisione dei componenti del Collegi dei probiviri nelle sezioni

Della sezione giudicante non possono far parte componenti del Collegio dei probiviri appartenenti alla stessa regione, e alla stessa circoscrizione elettorale del socio sottoposto a procedimento disciplinare.

 

Il socio può comunque ricusare uno o più componenti del Collegio dei probiviri per comprovati motivi.

 

Art. 97  -  Garanzie per la difesa del socio – Contestazione addebiti – Notifica

E’ garantita la difesa del socio sulla base del principio della contestazione degli addebiti e del contraddittorio. Il Presidente del Collegio contesta ai soci interessati con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno gli addebiti, comunicando anche il contenuto della denuncia o del ricorso eventuali.

 

Art. 98  -  Termini per le decisioni dei collegi dei probiviri

I collegi dei probiviri emettono la decisione entro il termine di novanta giorni dal ricevimento della denuncia o della segnalazione.. Sono prive di qualsiasi effetto le decisioni prese dai collegi dei probiviri dopo il decorso dei termini previsti.

 

CAPO III

Norme comuni agli organi disciplinari e di garanzia statutaria 

 

Art. 99  -  Quorum per la validità delle decisioni dei collegi dei probiviri e delle commissioni per le garanzie statutarie

Per la validità delle decisioni dei collegi dei probiviri e delle commissioni per le garanzie statutarie è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti di ogni organo giudicante. 

 

Art. 100  -  (Sospensione dei termini per le impugnazioni)

Tutti i termini per l’inoltro e l’esame dei ricorsi e per la impugnazione delle decisioni degli organi di garanzia statutaria e dei collegi dei probiviri sono sospesi dal 15 luglio al 15 settembre, dal 22 dicembre al 6 gennaio e per trenta giorni in occasione delle elezioni politiche ed europee, nonché dei congressi del Partito.

 

Art. 101 -  Segretario delle commissioni centrali e dei collegi dei probiviri

I segretari delle commissioni centrali per le garanzie statutarie e dei collegi dei probiviri sono nominati dai medesimi, tra i funzionari del Partito su proposta dei rispettivi presidenti. I segretari provvedono alla redazione dei verbali, alla raccolta delle motivazioni, alla notificazione degli atti e all’avvio delle comunicazioni previste dal presente Statuto.

 

 

TITOLO VI

RAPPRESENTANZA LEGALE E GESTIONE FINANZIARIA

 

Art. 102- Rappresentanza legale del Partito ai vari livelli – Mandati del Segretario amministrativo – Commissione amministrativa

Ai fini dell’Art. 36 e seguenti del Codice Civile la rappresentanza legale del Partito spetta, per gli atti degli organi nazionali, al Segretario Amministrativo Nazionale che è altresì abilitato alla riscossione dei contributi previsti dalla legge, ed in particolare dalla legge 2 maggio 1974 n. 195 e successive; per gli atti del Comitato regionale, al Segretario amministrativo regionale; per gli atti del Comitato provinciale, al Segretario amministrativo provinciale; per gli atti del Comitato comunale, al Segretario.

 

Il Segretario amministrativo a tutti i livelli del Partito non può ricoprire l’incarico per più di tre mandati. Il Segretario amministrativo è coadiuvato da una commissione amministrativa, formata da tre membri, nominati dalla Direzione.

 

La Commissione Amministrativa coadiuva il Segretario amministrativo nella elaborazione degli indirizzi e nella gestione finanziaria del Partito, al fine anche del coordinamento e della vigilanza sulle gestioni amministrative degli organi di livello inferiore. La commissione è presieduta dal Segretario amministrativo.

 

Art. 103  -  Gestione finanziaria e rendiconto

L’esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre. La gestione finanziaria dei comitati comunali, provinciali, regionali, è controllata da tre revisori dei conti effettivi e due supplenti.

 

Due revisori effettivi ed uno supplente sono nominati dai comitati; un revisore effettivo ed uno supplente sono nominati per i comitati comunali, dal Comitato provinciale, e per i comitati provinciali e regionali, dalla Direzione nazionale.

 

La gestione finanziaria è controllata dai revisori dei conti comunali, quella dei comitati istituzionali locali dai revisori dei conti regionali.

 

I revisori dei conti nazionali e provinciali controllano altresì la regolare conservazione dei beni in dotazione rispettivamente ai comitati regionali e provinciali e agli altri organi periferici del Partito.

 

Ogni anno i revisori compilano un rendiconto finanziario che deve essere sottoposto per l’approvazione ai comitati comunali, provinciali e regionali; copia dei rendiconti finanziari deve essere inviata alla Commissione Amministrativa Centrale di cui al precedente articolo e pubblicata all’albo dei comitati.

 

L’attività amministrativa nazionale è controllata da tre revisori dei conti effettivi e due supplenti nominati dal Consiglio Nazionale. Il Segretario amministrativo nazionale coadiuvato dalla commissione amministrativa compila il bilancio consuntivo che sottopone all’esame della Direzione nazionale.

Il bilancio finanziario consuntivo dell’anno decorso è approvato dalla Direzione nazionale e pubblicato su “……………………………….” entro il 31 gennaio dell’anno successivo e su sito internet del partito.

 

Il Segretario amministrativo nazionale, coadiuvato dalla commissione amministrativa compila, entro il mese di gennaio di ogni anno, il bilancio preventivo che sottopone, sentita la Giunta esecutiva nazionale, all’approvazione della Direzione nazionale.

Art. 104  -  (Finanziamenti del Partito)

Le entrate del Partito sono:

a) le quote del tesseramento degli iscritti;

b) i contributi volontari di soci ed elettori;

c) i proventi delle Feste di Rinascita Popolare;

d) i proventi delle sottoscrizioni;

e) i contributi previsti dalla legge;

f) ogni altro provento ordinario e straordinario provenienti da alienazione di beni mobili, mobili registrati e immobili.

 

Ogni socio ha il dovere di contribuire, secondo le proprie possibilità, a sostenere economicamente il Partito. La quota associativa sarà ripartita, a cura degli uffici della Direzione nazionale, nella misura del 50% alla periferia e del 50% al centro.

 

Tutti gli iscritti eletti o chiamati, su designazione del partito, a ricoprire cariche pubbliche remunerate sono tenuti a versare un contributo obbligatorio, sugli emolumenti percepiti.

I contributi obbligatori devono essere corrisposti direttamente alla Direzione nazionale o ai comitati regionali, provinciali, istituzionali locali, comunali, a seconda del rispettivo livello istituzionale o di designazione.

La quota contributiva degli elettori sarà determinata dalla Direzione Nazionale. La quota contributiva per coloro che ricoprono incarichi pubblici retribuiti è pari al 15% del compenso netto percepito.

 

Le entrate derivanti dal finanziamento pubblico sono ripartite destinando una metà agli organi nazionali e una metà agli organi periferici. La ripartizione tra i livelli periferici avviene in base a criteri determinati dalla Direzione Nazionale.

 

Una quota percentuale delle altre entrate di bilancio, effettivamente riscosse a livello nazionale, sarà erogata, a cura del Segretario Amministrativo Nazionale, coadiuvato dalla commissione amministrativa nazionale, ai comitati provinciali e regionali, in base ad un piano di riparto approvato dalla Direzione Nazionale, sentita una commissione formata da tre segretari regionali e tre provinciali.

I gruppi consiliari regionali deliberano sulla utilizzazione dei contributi previsti per la loro attività da leggi regionali d’intesa con la Direzione regionale del Partito.

 

 

TITOLO VIII

ORGANIZZAZIONE DEL PARTITO ALL’ESTERO

 

Art. 105  -  Organi del Partito

Gli organi del Partito all’estero sono:

a) la Sezione;

b) il Comitato nazionale;

c) il Congresso.

 

La vita associativa delle sezioni e dei comitati nazionali è regolata dalle norme dello Statuto previste rispettivamente per le sezioni operanti nel territorio nazionale e per i comitati regionali, in quanto applicabili.

 

Art. 106  -  (Costituzione della Sezione)

Negli stati in cui esistono comunità di cittadini italiani possono essere costituite sezioni, compatibilmente con le legislazioni dei singoli stati. Ciascuna Sezione può avere competenza su tutto il territorio di tali stati oppure su loro parti geograficamente delimitate. La Sezione può essere costituita con l’iscrizione di almeno 30 soci e non deve superare i 300 iscritti.

 

Art. 107  -  (Costituzione, elezione e competenze del Comitato nazionale)

Nello stato in cui operano più sezioni, si deve costituire il Comitato nazionale. Il Comitato nazionale viene eletto dal Congresso. Il Comitato nazionale è l’organo di coordinamento tra le sezioni. 

 

Art. 108 – Il Congresso

Il Congresso:

a) elegge il Comitato nazionale;

b) elegge i delegati al Congresso nazionale del Partito.

c) il Congresso è indetto dal Comitato nazionale.

d) le sezioni eleggono i propri delegati al Congresso.

e) i delegati al Congresso nazionale del Partito esprimono la rappresentanza prevista dello Statuto, secondo quanto disposto dall’apposito regolamento. 

 

TITOLO IX

ADESIONE DELLA RINASCITA POPOLARE (RP) ALLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

 

Art. 109  -  Adesione della RINASCITA POPOLARE (RP) italiana al P.P.E.

La RINASCITA POPOLARE (RP) italiana aderisce, al P.P.E. e a tutti gli organi a carattere internazionale che si ispira ai comuni ideali. 

 

TITOLO X

NORME FINALI

 

Art. 110  -  (Modifica dello Statuto)

Le norme del presente Statuto possono essere modificate dal Congresso Nazionale del partito a maggioranza assoluta dei voti dei rappresentati. Il Congresso può delegare al Consiglio nazionale la modifica dello Statuto con l’indicazione dei principi e dei criteri relativi nonché della maggioranza di voto necessaria per l’approvazione.

 

Art. 111  -  (Regolamenti)

I regolamenti previsti dal presente Statuto e quelli relativi alle elezioni da esso previste, sono approvati dal Consiglio Nazionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

 

Art. 112  -  (Referendum tra gli iscritti)

Il Consiglio Nazionale può indire referendum tra gli iscritti su questioni sulle quali il Consiglio stesso decide in via definitiva.

 

Il Consiglio nazionale, nell’indire il referendum, delibera il regolamento per il suo svolgimento. 

 

Art. 113  -  (Commissioni elettorali)

Sono istituite le commissioni elettorali per la designazione dei candidati alle elezioni comunali, provinciali, regionali e nazionali.

Esse sono disciplinate da apposito regolamento. Le commissioni sono elette per 2/3, ai rispettivi comitati, tra personalità del mondo della cultura, della economia, del lavoro, della scienza e del volontariato sociale.

 

 

Art. 114  -  (Rappresentanti di lista)

In tutte le elezioni, i presentatori di lista e di candidato hanno il diritto di nominare propri rappresentanti che assistano al compimento delle operazioni elettorali.

 

Art. 115  -  (Rinvio)

Per quanto non previsto dal presente Statuto e dai regolamenti, si osservano, in quanto compatibili, le norme del regolamento della Camera dei Deputati.

 

Art. 116

Codice Etico di Rinascita Popolare

 

Articolo 1.

Scopo del codice etico

1. Rinascita Popolare con il suo codice etico vuole realizzare le condizioni di trasparenza, correttezza e lealtà che l’iscritto e l’aderente non iscritto assumono nei confronti della collettività, del Partito, della politica e delle sue articolazioni elettive, di governo e di rappresentanza.

 

2. Il codice etico vincola tutti gli iscritti e aderenti non iscritti.

 

Articolo 2.

 Condizioni ostative all’iscrizione e candidatura

a)      Al fine di rendere impossibile ogni pericolo di infiltrazione criminale o di incompatibilità personale con le finalità statutarie del partito, non possono essere iscritti a Rinascita Popolare o canditati nelle liste di Rinascita Popolare, coloro che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 1 del codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare Antimafia nella seduta del 18 febbraio 2010.

b)      Rinascita Popolare si impegna a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento ad altre liste, candidati alle elezioni regionali, dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata né annullata, ovvero che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti delitti:

 

delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale, o meglio per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, sesto comma, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 473 e 474, 600, 601, 602, 416-bis e 630 del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché per i delitti previsti dall’articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, dall’articolo 291-quater del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

 

-   estorsione (articolo 629 del codice penale), usura (articolo 644 del codice penale);

 

-   riciclaggio e impiego di danaro di provenienza illecita (articolo 648-bis e articolo 648- ter del codice penale);

 

-  trasferimento fraudolento di valori (articolo 12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356);

 

-  omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale (articolo 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646);

 

-  fattività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152);

 

- ..delitti le cui caratteristiche o modalità di commissione rientrino nelle pratiche comuni alle attività a carattere mafioso, previste dall’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203.

 

c)…Rinascita Popolare  si impegna, altresì, a non presentare come candidati alle elezioni di cui al comma precedente  coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:

- sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575;

- siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575;

-. siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell’articolo 142 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

 

Articolo 3.

Ulteriori condizioni ostative

1. Non possono altresì essere iscritti a Rinascita Popolare coloro che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 2 anche relativamente ai reati contro l’amministrazione della giustizia, contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro la vita e l’incolumità personale a titolo doloso, contro il patrimonio, per i delitti di cui all’articolo 51, commi 3 quater e 3 quinquies del codice di procedura penale, per il delitto di associazione a delinquere, per il delitto di omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e per ILLECITO FINANZIAMENTO DEL PARTITO (ipotesi non prevista dal codice di autoregolamentazione…..)

2. Coloro che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 2 e 3 comma 1, non possono essere candidati alle elezioni europee e nazionali, se sussista la condizione suddetta alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, né possono assumere incarichi assessoriali presso giunte circoscrizionali, comunali,  provinciali o regionali .

 

3. Le condizioni ostative all’iscrizione e alla candidatura del presente codice di autoregolamentazione si applicano altresì alle nomine e agli incarichi anche di consulenza  di  competenza del Sindaco, del Presidente della Provincia e del Presidente della Regione, dei sottosegretari, dei Ministri, del Presidente del Consiglio e della Repubblica.

 

Articolo 4.

 Decadenza per sopravvenienza delle cause ostative

 

1. Se le condizioni ostative di cui all’iscrizione e alla candidatura del presente codice di autoregolamentazione si verificano successivamente alla iscrizione a Rinascita Popolare, si decade automaticamente dalla stessa.

 

2.  In ogni caso, se le condizioni ostative di cui all’iscrizione e alla candidatura del presente codice di autoregolamentazione si verificano successivamente alla elezione a membro delle assemblee regionali, dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali, l’eletto si impegna a rassegnare le dimissioni con immediatezza. Analogamente sarà tenuto alle dimissioni, il titolare di incarichi assessoriali.

 

3.  La disciplina prevista negli articoli che precedono si applica altresì a tutti gli incarichi, di nomina o designazione politica, ricoperti in enti pubblici o a partecipazione pubblica.

 

4.  Gli iscritti che siano indagati per taluno dei reati di cui all’articolo 2 e 3 devono comunicare la loro condizione al Comitato dei garanti e all’Ufficio di Presidenza e sono, con immediatezza,  sospesi dalla iscrizione.

 

Articolo 5.

Procedura di verifica delle condizioni ostative

1. Gli eletti o designati in enti pubblici elettivi di cui agli articoli precedenti, nonché chi ricopra gli incarichi di cui all’articolo 3 comma 4, devono, con immediatezza, comunicare al Comitato dei garanti e  all’Ufficio di Presidenza la loro condizione di indagati per i reati di cui all’articolo 2 e 3 comma 1.

 

2. L’Ufficio di Presidenza trasmetterà gli atti al Collegio dei probiviri che deciderà in contraddittorio e entro il termine di trenta giorni, sulla decadenza, sospensione o revoca dell’incarico nonché sulle dimissioni, dandone comunicazione all’interessato perché proceda al compimento degli atti difensivi di sua spettanza. I provvedimenti del presente comma devono essere comunicati al Comitato dei garanti ai fini delle sue funzioni di sorveglianza.

 

3. Nei casi d’urgenza l’Ufficio  di Presidenza può procedere in via cautelare con un provvedimento che deve essere convalidato dal Collegio dei probiviri nei termini di tre giorni lavorativi dalla notifica del provvedimento all’avente diritto. I provvedimenti del presente comma devono essere comunicati al Comitato dei garanti ai fini delle sue funzioni di sorveglianza.

 

4.  Il Collegio dei probiviri, su iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, adotta il provvedimento di espulsione, decadenza o sospensione, in tutti gli ulteriori casi in cui ricorrono ragioni di opportunità che rendono evidente l’incompatibilità con l’adesione al Partito o di rappresentanza del Partito.

 

L’atto di avvio del procedimento sanzionatorio è, con immediatezza, comunicato all’iscritto o all’aderente non iscritto.

 

Articolo 6.

Obblighi per gli iscritti e aderenti a Rinascita Popolare

 

1. Il codice etico di Rinascita Popolare è allegato allo Statuto Nazionale ed è vincolante per gli iscritti e per gli aderenti, anche se non formalmente iscritti, al Partito.

 

2. Al momento della domanda di iscrizione l’aspirante socio deve presentare, sotto la propria responsabilità penale e civile, una dichiarazione in cui attesta l’assenza delle condizioni ostative di cui al presente codice.

 

3. Al momento di accettazione della candidatura, designazione per la nomina o per l’incarico la persona scelta o indicata da Rinascita Popolare deve presentare all’Ufficio di Presidenza una dichiarazione nella quale afferma l’assenza delle condizioni ostative di cui al presente codice etico, nonché un certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.

 

4. L’iscritto, l’eletto, l’incaricato o il designato, devono sottoscrivere, per conoscenza ed  accettazione, il codice etico di Rinascita Popolare, di cui è parte integrante il codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia e i suoi successivi aggiornamenti.

 

5. Qualora l’iscritto o l’aderente non iscritto, non adempia alle dimissioni di cui agli articoli del presente codice etico o non provveda a comunicare la sua condizione ostativa all’assunzione di cariche elettive, incarichi per nomina o designazione l’Ufficio di Presidenza trasmette gli atti al Collegio dei probiviri che pronunzia l’espulsione, la decadenza o la sospensione, con provvedimento motivato che tenga conto della gravità della condotta. I provvedimenti del presente comma devono essere comunicati al Comitato dei garanti ai fini delle sue funzioni di sorveglianza.

 

Articolo 7.

 Interruzione del rapporto di rappresentanza con Rinascita Popolare

 

  1. La pronunzia di decadenza dell’aderente che ricopre cariche elettive o incarichi per nomina o designazione, comporta l’interruzione del rapporto di rappresentanza del partito di Rinascita Popolare nell’ente, a cui sarà data immediata comunicazione.

 

2. Il provvedimento di cui al comma precedente è, con immediatezza, comunicato all’iscritto o all’aderente non iscritto.

 

3. Il codice etico di Rinascita Popolare può essere integrato o modificato con provvedimento dell’Ufficio di Presidenza, previo parere del Comitato dei garanti, comunicato all’Esecutivo Nazionale e pubblicato sul sito del Partito.

 

4. Qualsiasi controversia concernente l’applicazione del codice etico è di competenza del Collegio dei probiviri che procede secondo le norme dello Statuto Nazionale del Partito.

 

 

 


[1]  ENTE COLLETTIVO s’intende qualsiasi organizzazione, istituzione, impresa o gruppo di persone, anche a carattere temporaneo, che abbia un nome con il quale sia formalmente identificato. Sono enti collettivi: associazioni, istituti, fondazioni, accademie, organizzazioni internazionali, autorità politico-territoriali e loro organi, chiese, ordini religiosi, partiti politici, scuole, archivi, musei, biblioteche, industrie, ditte commerciali,